Allarme insulina: tra dieci anni ce ne sarà a sufficienza?

Allarme insulina: tra dieci anni ce ne sarà a sufficienza?

Carenza Insulina

Le persone con diabete di tipo 2 sono in costante aumento in tutto il mondo e, secondo le previsioni, il numero di questi soggetti aumenterà senza sosta nei prossimi 12 anni 1.

Ciò è dovuto in gran parte al miglioramento delle condizioni di vita che, insieme a fenomeni come l’urbanizzazione ed i cambiamenti nella dieta e nell’attività fisica, si correlano ad una maggiore incidenza dell’obesità, che va di pari passo con una popolazione che diventa, di anno in anno, sempre più anziana 2.

Quando si parla di trattamento del diabete e gestione della glicemia, si pensa immediatamente all’insulina.

Come tutti sappiamo, però, non tutte le persone con diabete di tipo 2 necessitano di una terapia a base di insulina, che risulta, invece, essenziale per la salute delle persone con diabete di tipo 13

L’impegno nazionale ed internazionale per tutelare le persone con diabete e garantire loro un accesso facile e sicuro alle cure si è concretizzato in molte misure, come ad esempio, in Italia 4, con una legge apposita per le persone con diabete (L.115/87).

Sebbene anche a livello mondiale la direzione sia quella di lavorare per trattare al meglio le malattie non trasmissibili e garantire l’accesso universale ai farmaci di condizioni significative come il diabete, nella maggior parte del globo l’insulina è attualmente una sostanza presente in quantità scarsa e di difficile reperimento per le persone costrette ad utilizzarla 1.

Sono queste le premesse che hanno dato vita ad un quesito al quale si è cercato di dare una risposta attraverso uno studio che ha avuto molto clamore nella comunità scientifica.

Vista la crescita dell’incidenza di diabete nella popolazione mondiale, nei prossimi anni la quantità di insulina disponibile sarà sufficiente a coprire il fabbisogno?

Lo studio è stato finanziato dall’HAI (Health Action International) ed il dott. Tim Reed, direttore esecutivo dell’associazione 5, ha affermato che il risultato “è un’ulteriore prova della necessità di migliorare l’accesso all’insulina per coloro che ne hanno bisogno”.

Facendo luce sul numero di persone colpite, viene ancora una volta ricordato l’importante ruolo che la copertura sanitaria universale può svolgere nel migliorare la vita”.

Ciò è particolarmente urgente perché, secondo i dati raccolti, il bisogno maggiore si verificherebbe quando i sistemi sanitari sono deboli e la disponibilità e l’accessibilità risultano scarse“.

I dettagli dello studio

Stima sull’uso globale di insulina per il diabete di tipo 2, 2018-2030: un’analisi di micro-simulazione“è il titolo del lavoro 1, che è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet Diabetes and Endocrinology, attirando l’attenzione anche di molti governi dei Paesi occidentali.

Presupposto fondamentale, quando si parla di insulina, è l’assenza di una stima univoca sulla quantità necessaria, ad oggi, per trattare efficacemente il diabete di tipo 2 in tutto il mondo.

Per questo motivo, non vi è un metodo chiaro e riconosciuto per realizzare degli algoritmi in grado di prevedere quale possa essere la quantità di insulina ottimale per il trattamento del diabete nei prossimi anni, considerato anche che in alcune aree del mondo questa condizione ha una diffusione relativamente bassa 1.

Lo studio ha, quindi, confrontato varie proiezioni, allo scopo di elaborare una stima attendibile sul fabbisogno di insulina dei prossimi dieci anni, in relazione alla crescente necessità ed in funzione del diffondersi di questa condizione. Infine, poiché i dati relativi al diabete in alcuni Paesi non sono raccolti in maniera soddisfacente ed in altri non sono addirittura mai stati raccolti, i ricercatori hanno utilizzato degli algoritmi relativi sia al trattamento che ai gradi di accesso all’insulina.

I dati necessari allo studio sono stati resi disponibili dalla International Diabetes Federation ed hanno permesso di sviluppare una micro simulazione di quello che sarà lo scenario del diabete di tipo 2 dal 2018 al 2030 1.

I risultati dello studio

E’ stato stimato che il numero di persone con diabete di tipo 2 nel mondo passerà dai 405,6 milioni del 2018 a 510,8 milioni nel 2030.

In base a questa previsione, è stato calcolato che l’uso di insulina dovrebbe aumentare in maniera proporzionale, portando il consumo da 516,1 milioni di flaconi da 1000 UI all’anno per il 2018, ad un consumo di 633,7 milioni all’anno per il 2030 1.

In sintesi, il fabbisogno di insulina per il trattamento del diabete di tipo 2 dovrebbe aumentare di oltre il 20% dal 2018 al 2030 1.

La conclusione più allarmante che deriva da questo scenario è che, entro i prossimi 12 anni, la metà delle persone con diabete di tipo 2 rischia di non avere accesso all’insulina necessaria alla terapia.

Le zone dove è maggiore il rischio che si verifichi una carenza di insulina sono, come spesso accade, quelle in via di sviluppo, come l’Africa e l’Asia, ma anche l’Oceania.

La prevenzione come prima risposta alla carenza di insulina

La prima risposta per far fronte ad una scarsa disponibilità di insulina rispetto al crescere del numero di persone con diabete di tipo 2 è, ancora una volta, la PREVENZIONE.

Uno stile di vita corretto, che preveda una dieta sana ed equilibrata ed esercizio fisico regolare, può permettere di prevenire e ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 2, nonché di tenere sotto controllo la glicemia 1.

In particolare, per una dieta equilibrata sono raccomandate almeno cinque porzioni di frutta e di verdura al giorno 6.

Fra la frutta, alcuni tipi sono più indicati nel contribuire a tenere sotto controllo lo zucchero nel sangue 6: parliamo di fragole, uva, agrumi, ananas, bacche, melone cantalupo, manghi ed albicocche.

Questa frutta sembrerebbe contenere quantità elevate di antociani che possono contribuire a prevenire l’insorgenza del diabete.

Al contrario, cibi pronti e di produzione industriale possono spesso avere una quantità elevata di grassi, zuccheri complessi e sale 6. Questi composti possono risultare nocivi alla salute di ciascuna persona, in special modo in chi ha il diabete. Ecco perché sarebbe meglio evitarli.

Anche l’alcool contiene un’alta quantità di zuccheri: andrebbe, quindi, assunto con moderazione 6.

Infine, attività fisica e sport, se praticati quotidianamente, possono contribuire all’utilizzo degli zuccheri assunti e a bruciare le calorie, supportando una corretta gestione della glicemia 1.

2019-01-04T11:37:25+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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