Come gestire il diabete ed evitare le ipoglicemie notturne

Come gestire il diabete ed evitare le ipoglicemie notturne

Anche se spesso le ipoglicemie notturne destano grande preoccupazione in chi ha il diabete, individuarle, risolverle e prevenirle è molto più semplice di quanto non si immagini. Spesso, infatti, basta assumere 15 grammi di glucosio per riportare i livelli glicemici nella norma1.

In pratica, infatti, è molto più pericolosa l’iperglicemia che l’ipoglicemia, ma le persone con diabete tendono a preferire e perfino a indurre una condizione iperglicemica proprio per paura dell’ipoglicemia notturna, finendo per non percepire più il fisiologico e corretto stato glicemico2 .

Come si manifesta l’ipoglicemia

L’ipoglicemia si osserva quando il livello di glucosio nel sangue è uguale o inferiore a 70 mg/dl. La sintomatologia caratteristica di una crisi ipoglicemica dipende dai diversi meccanismi di compenso messi in atto dall’organismo, che tenta di riportare il livello glicemico alla normalità. Il sintomo più comune è il senso di fame, seguito da spossatezza, sonnolenza, sensazione di tremore e freddo. Possono anche comparire pallore, aumento dei battiti cardiaci, sensazione di distacco dalla realtà circostante, comportamento dissociato ed irritabilità, sudorazione profusa fredda, fino ad arrivare alla perdita di coscienza, alle convulsioni e addirittura al rischio di morte.

I pericoli degli episodi notturni

Il vero pericolo è determinato dalla possibilità di non percepire affatto, durante il sonno, gli episodi di ipoglicemia. In secondo luogo, inoltre, chi soffre di ipoglicemia notturna spesso si abitua a questa condizione e non riesce più ad avere la percezione dei livelli ottimali di glicemia anche durante il giorno.

Il problema reale diventa, quindi, quello di una ridotta sensibilità alla glicemia: si può infatti verificare che una persona già abituata ad episodi di ipoglicemia, non si accorga più dei segnali inviati dal proprio organismo quando i livelli glicemici sono troppo bassi, giungendo alla cosiddetta condizione di “ipoglicemia silente”. Non potendo riconoscere la fase iniziale di insorgenza dell’ipoglicemia3, si comprende la situazione quando si è già nella fase acuta, quando cioè non si può più intervenire in modo autonomo per ripristinare i corretti livelli di glucosio nel sangue, semplicemente assumendo glucosio o carboidrati semplici.

Nella maggior parte dei casi è proprio a causa di frequenti ipoglicemie notturne che non si ha una corretta percezione dei sintomi dell’ipoglicemia.

Come rilevato da alcuni studi, nelle ipoglicemie notturne spesso chi ha il diabete non si sveglia e non ha neanche la sensazione di aver dormito male al risveglio, quindi non si accorge di nulla.

Il monitoraggio costante dei livelli glicemici, prima del sonno, durante la notte e al risveglio può far emergere il problema e, grazie all’utilizzo del microinfusore e alla conta dei carboidrati, è quindi possibile adottare una corretta terapia per ridurre al minimo il rischio di ipoglicemia notturna.

Come sempre ogni terapia deve essere monitorata e suggerita dal proprio specialista, così come possibili integrazioni di supporto nella gestione del diabete.

 

2018-11-29T15:15:01+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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