Coronavirus: le riaperture della fase 2

L’Italia riparte, con alle spalle il pesante fardello delle ferite determinate dal virus Covid-19. Migliaia di decessi ed un’economia in ginocchio hanno segnato nel profondo la nostra società. Dopo una battaglia durissima, che abbiamo combattuto sforzo dopo sforzo, sembra che gli indicatori siano proiettati verso il miglioramento. Tuttavia, la guerra non è ancora finita e questo è il motivo per cui si richiedono ancora sacrifici e pazienza alla popolazione. In questa lettura, cercheremo di fare chiarezza su quali siano le riaperture ed i comportamenti da adottare dopo l’ultimo decreto, sollecitando a non abbassare mai la guardia.

 

L’ultimo decreto

Il 26 aprile, il Presidente del Consiglio dei Ministri, l’on.le Giuseppe Conte, ha emanato un nuovo DPCM con cui si avvia la Fase 2 dei provvedimenti per arginare la diffusione di questa pandemia.

Da qui, si inizia la ripartenza del nostro Paese, che deve essere basata su una vigilata progressione.

decreto coronavirus 26 aprile

Vengono fissate date. Si organizza un calendario nelle riaperture di uffici pubblici, attività commerciali, opifici e nello svolgimento delle attività personali, dall’attività fisica alla mobilità ed infine, nel ristabilimento delle relazioni sociali.

Rimane ancora limitata grandemente la mobilità, se non giustificata da importanti ragioni di lavoro, di salute o di necessità.

Lo spostamento personale, tra le varie regioni italiane, permane praticamente precluso in assenza di comprovate ragioni di lavoro.

Molti dubbi, nei cittadini, hanno caratterizzato l’approccio operativo con tutti i vari DPCM. Anche in questa occasione, non mancano perplessità ed incertezze, motivo per cui vogliamo offrire un contributo di chiarezza.

Le riaperture della fase 2

Dopo 2 mesi di quarantena e di lontananza fisica dai propri cari, si riconosce la possibilità delle visite ai familiari ed ai congiunti, purché all’interno della stessa Regione.

Riaprono anche gli spazi aperti come piazze, viali, parchi e giardini pubblici. In tutti questi casi vige comunque il divieto di creare assembramenti.

ripartenza dell'italia

L’uso della mascherina è obbligatorio in tutti quei luoghi chiusi, ma accessibili al pubblico (mezzi di trasporto pubblico ed esercizi commerciali).

L’attività motoria e sportiva potrà essere effettuata, anche, lontano dalla propria abitazione.

Si potrà rendere omaggio ai defunti, sia partecipando ai funerali, nel limite massimo di 15 persone ed indossando adeguata protezione, sia facendo visita individualmente nei cimiteri.

Riparte anche il lavoro nelle fabbriche e nei cantieri.

Anche per bar e ristoranti è consentita la riapertura, anche se con il limite del solo asporto.

La ripartenza e le relazioni sociali

Una delle prime questioni che ha suscitato dei dubbi e forti reazioni è stata la parte del DPCM in cui viene espressa la possibilità di incontrare i propri congiunti.

Si intende per congiunto: il coniuge, il partner convivente, il partner nelle unioni civili, chi risulta in uno stato di “stabile legame affettivo”, ogni parente fino al sesto grado e ogni affine fino al quarto grado (i cugini del coniuge, ecc.).

congiunti

Tuttavia, è bene sottolineare che questa possibilità rimane limitata nell’ambito della propria regione di residenza.

L’ attività motoria

Il nuovo decreto stabilisce la possibilità di uscire dalla propria abitazione non solo per andare al lavoro, per motivi di salute, per necessità e per svolgere attività sportiva, ma anche per l’attività motoria all’aperto.

Quindi anche una semplice passeggiata è configurabile come attività motoria all’esterno. 

passeggiata all'aperto

Se prima era consentito spostarsi da casa per ragioni di necessità come fare la spesa, per l’acquisto dei giornali, di farmaci o di quanto altro fosse necessario per la vita quotidiana, con il nuovo decreto si consente di fare passeggiate all’aria aperta.

Ricordiamo tuttavia che, permane l’assoluto divieto di uscire di casa, per tutti coloro che si trovano in casa in quarantena, essendo risultati positivi al Covid-19.

Le riaperture dei mezzi di trasporto pubblico e privato

Questa ritrovata mobilità apre il tema di quali regole bisogna osservare per l’utilizzo dei mezzi di trasporto.

Gli accessi ai mezzi pubblici, infatti, devono essere regolati in modo da garantire il rispetto del distanziamento interpersonale. È obbligatorio l’uso della mascherina o di altri dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

mezzi di trasporto pubblico e privato

Nelle automobili si può, ora, viaggiare in più persone, purché sia garantita la distanza minima di un metro.

Nell’uso delle motociclette è, invece, vietato l’utilizzo a più persone contemporaneamente, sempre per l’impossibilità del distanziamento. Tuttavia, questi limiti decadono se il passeggero risulta essere un convivente.

Le sanzioni

Le sanzioni sono state rese più severe ed immediate. 

Per chi dovesse contravvenire al rispetto di quanto stabilito, in fatto di contenimento dell’epidemia, è stata prevista una sanzione amministrativa in denaro (da 400,00 a 3.000,00 euro). 

Se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo, le sanzioni possono arrivare fino a 4.000,00 euro.

In caso di mancato rispetto delle norme fissate per gli esercenti di pubblici esercizi, di attività sportive, ludiche o di intrattenimento, per le attività di impresa o professionali e commerciali, può essere disposta l’immediata chiusura dell’attività con una sospensione fino a 30 giorni.

le sanzioni

In caso di ripetuta violazione delle norme, le sanzioni pecuniarie vengono raddoppiate, salendo fino a 6000,00 euro o anche fino a 8.000,00 euro, se commesse mediante l’utilizzo di un veicolo.

Le sanzioni di carattere penale

Il mancato rispetto della quarantena da parte di chi è risultato positivo al Covid-19, invece, determina sanzioni di carattere penale.

Si è disposto, in questo caso, l’arresto da 3 a 18 mesi oltre a il pagamento di un’ammenda fino a 5000,00 euro, con un minimo di 500,00 euro, eliminando la possibilità di oblazione. 

“In ogni caso, se nel comportamento di chi commette la violazione delle misure di contenimento suddette sono riscontrati gli elementi anche di un delitto, resta la responsabilità penale per tale più grave reato. Quindi, ad esempio, rendere dichiarazioni false nelle dichiarazioni sostitutive consegnate alle forze di polizia durante i controlli resta un reato, che comporta l’immediata denuncia”.

Quindi è, più che mai importante, fare particolare attenzione all’osservanza delle regole fissate dal DPCM, oltre che per la sicurezza della propria salute e di quella degli altri, anche per evitare di incorrere in gravi sanzioni di carattere penale.

Sanzioni, quest’ultime, che prevedono la trascrizione nel Casellario giudiziario delle condanne impartite:

“per violazione del divieto assoluto di allontanarsi dalla  propria  abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus”.

Concludendo, se pur le norme sul ristabilimento delle libertà civili, sono ancora stringenti, stiamo pian piano intraprendendo la via d’uscita dal tunnel. Ora la strada non sarà in discesa, infatti, ci si pone davanti la sfida della risalita dalla crisi economica determinata dal lockdown. Sarà una strada lunga ed in salita, ma ameno stiamo iniziando a reagire, ad uscire e a rivedere i nostri affetti. 

2020-05-15T13:27:58+02:00 Redazione angolodeldiabetico.it
Hai trovato questo argomento interessante? Condividila ad un tuo amico a cui può tornare utile: