Diabete e COVID, la terza dose aumenta le difese

Covid terza dose e diabete

Durante l’estate, la lotta alla pandemia sembrava aver raggiunto un punto di svolta con la copertura vaccinale di buona parte della popolazione. Tuttavia, nelle ultime settimane, l’aumento dei contagi che ha investito l’Europa ha evidenziato la necessità di estendere la terza dose per immunizzare il più alto numero possibile di persone. Inizialmente prevista solo per gli immunocompromessi, ora la dose booster è destinata all’intera popolazione ed è fortemente raccomandata per chi soffre di patologie croniche come il diabete.

Perché è necessaria la terza dose

Sin dall’inizio, la durata della protezione immunitaria – data dai vaccini anti-COVID o dagli anticorpi prodotti dall’organismo dopo aver contratto la malattia – è risultata essere un’incognita, soprattutto alla luce del possibile impatto delle varianti.

A marzo 2021, l’European Centre for Disease Prevention and Control aveva sottolineato come le risposte dei linfociti B e T (i globuli bianchi preposti alle difese immunitarie) specifici per il virus, tendano a diminuire nel tempo. Questo significa che anche la protezione da infezioni, rischio di trasmissione o malattie gravi può diminuire a lungo andare.

In effetti, negli ultimi mesi quei primi riscontri hanno trovato conferma in numerosi studi. Non si può escludere che la comparsa di varianti, sia una delle cause della riduzione della protezione immunitaria. Ciò non vuol dire che il vaccino non funzioni, anzi. Secondo i ricercatori, i vaccini sono efficaci nell’evitare complicazioni gravi di COVID-19 e decessi1 e sono altamente efficienti rispetto a tutte le varianti. Quello che invece si riduce nel tempo è la protezione rispetto alla possibilità di infettarsi.

Le evidenze scientifiche

Lo scorso luglio, la rivista New England Journal of Medicine, ha pubblicato uno studio intitolato: “Effectiveness of COVID-19 Vaccines against the B.1.617.2”2. Questo studio evidenziava alti livelli di efficacia del vaccino contro la malattia sintomatica con la variante Delta dopo la somministrazione di due dosi vaccinali, anche se inferiori rispetto all’efficacia contro la variante Alfa.

Covid efficacia vaccini su varianti

Da qui, la necessità di potenziare la copertura vaccinale con la dose booster3. Si tratta di un richiamo – come quelli già previsti da molti vaccini – che permette di ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria, soprattutto nelle fasce di popolazione più esposta, come gli operatori sanitari, o coloro che sono a rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19, come le persone con diabete.

La relazione tra diabete e COVID-19

In generale, i dati mostrano che le persone con diabete presentano una probabilità quasi doppia, rispetto alla media, di sviluppare forme gravi di COVID-19, tali da richiedere trasferimento in terapia intensiva. Il motivo non è ancora chiaro. Le ricerche sulle dinamiche che hanno portato a questi esiti sono in corso e richiederanno del tempo. Tuttavia, dai primi esiti sembra già emergere un rapporto tra diabete e COVID-194.

Livelli elevati di glucosio indeboliscono il sistema immunitario e facilitano la diffusione del virus. Il virus, infatti, riesce a legarsi al recettore ACE2 ed entrare nelle cellule polmonari, replicandosi in fretta5. Inoltre, l’infezione da SARS-CoV-2 aumenta la resistenza all’insulina e ne altera la produzione da parte delle beta-cellule. Anche il trattamento con glucocorticoidi ad alte dosi, utilizzato nei pazienti più complessi, altera il metabolismo del glucosio peggiorando l’iperglicemia, che, come in un circolo vizioso, può portare a forme più gravi di COVID-19.

Alla luce di queste evidenze, la prima raccomandazione è di mantenere sempre adeguato il controllo glicemico, per prevenire la possibilità di sviluppare forme gravi delle infezioni6. La prevenzione principale passa, però, soprattutto attraverso il vaccino. Se i benefici di tale prevenzione sono chiari, è legittimo chiedersi quali siano i rischi della vaccinazione stessa.

Diabete: i rischi del COVID-19

Sin dall’inizio della pandemia, nel marzo 2020, è risultato evidente che le patologie croniche come il diabete sono fattori di rischio importanti che espongono a forme gravi di COVID-19.

Secondo i dati disponibili, le persone con diabete sembrano avere la stessa probabilità di contagio rispetto alla popolazione generale, ma in caso di infezione sono esposte ad un rischio significativamente maggiore di complicazioni (sviluppo della polmonite interstiziale)7. Questa evidenza era già emersa negli studi su altre sindromi respiratorie prima del COVID, come la SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave) e la MERS (Sindrome Respiratoria del Medio Oriente).

Vaccino contro il COVID-19, i benefici superano i rischi

Il vaccino anti COVID-19 risulta efficace per le persone con diabete come per il resto della popolazione. La produzione di anticorpi, infatti, non sembra essere ostacolata dai livelli elevati di glucosio nel sangue né dalla patologia. Inoltre, non risulta che ci siano “interferenze” tra il meccanismo della risposta immunitaria attivato dalla vaccinazione ed i meccanismi di funzionamento dei farmaci antidiabetici. Di fatto, dunque, la terapia antidiabetica non risulta compromessa dalla vaccinazione.

Quanto alle reazioni al vaccino, si può registrare un transitorio e lieve peggioramento della glicemia, risolvibile con un adeguamento momentaneo della terapia. In generale, però, le reazioni di chi è affetto da diabete sono paragonabili a quelle del resto della popolazione, rilevate dal sistema di farmacosorveglianza di AIFA.

In conclusione, le evidenze scientifiche ci aiutano a capire meglio. Se da un lato, le persone con diabete non sono esposte ad un rischio maggiore di contrarre l’infezione da Covi-19; dall’altro, qualora dovessero contrarla, i rischi sono maggiori e potrebbero sviluppare il Covid-19 in una forma grave. Proprio per questo motivo, la prevenzione attraverso il vaccino risulta fondamentale. Per qualsiasi dubbio consigliamo, come sempre, il supporto del proprio medico o professionista di riferimento che può chiarire ogni interrogativo e valutare il singolo caso.

2021-12-17T11:30:44+01:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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