Cosa c’è da sapere su diabete e lipodistrofia

Cosa c’è da sapere su diabete e lipodistrofia

Le persone con diabete ed i loro specialisti di riferimento sono da tempo a conoscenza del fatto che nei siti in cui viene iniettata insulina possono verificarsi lesioni cutanee. Se anche tu hai il diabete, probabilmente il tuo specialista ti avrà messo in guardia dalle lipodistrofie e ti avrà invitato a controllare frequentemente le aree del corpo in cui pratichi le iniezioni.

La lipodistrofia (LD), una manifestazione clinica del tessuto adiposo, è una delle più comuni complicazioni delle iniezioni di insulina sottocutanea e può presentarsi sia come lipoipertrofia (LH) che come lipoatrofia (LA).
Tuttavia, secondo le ricerche la prevalenza di queste diverse lesioni è molto variabile e perciò è bene capire quale sia il metodo di identificazione corretto, cioè quando si può parlare di lipodistrofia, ma soprattutto quando bisogna parlare di lipoatrofia e quando di lipoipertrofia.

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Come viene definita la lipodistrofia e le differenze tra lipoatrofia e lipoipertrofia

La lipoatrofia è definita come una cicatrice di grandi dimensioni, spesso profonda, retratta sulla pelle, risultato di gravi danni al tessuto adiposo sottocutaneo. Si presenta cioè come un avvallamento localizzato del tessuto adiposo.

Ecco alcuni tratti ritenuti ormai caratteristici, secondo gli studi, della lipoatrofia:

  • la lipoatrofia è più frequente nei pazienti con diabete di tipo 1 e colpisce soprattutto le donne;
  • è spesso caratterizzata dalla presenza di alcune cellule tipiche, mastociti ed eosinofili;
  • sembra essere il risultato di una reazione lipolitica (un processo metabolico che prevede la scissione dei trigliceridi permettendo la liberazione di acidi grassi liberi e glicerolo o glicerina).

L’ipoipertrofia, invece, è un rigonfiamento del tessuto, per lo più sodo, ma che può occasionalmente presentarsi anche come una lesione molle, e che può facilmente sfuggire durante una visita medica standard. Molti fattori locali sembrano entrare in gioco nell’emergere di questo tipo di lesione. Tra questi:

  • la molecola dell’insulina in sé, con le sue forti proprietà di crescita;
  • i traumi ripetuti causati da cattive abitudini di iniezione, come non variare il sito di iniezione o il frequente riutilizzo dell’ago.

Tuttavia, un ampio numero di evidenze supporta anche un’associazione significativa tra lipoipertrofia e altri fattori, tra cui sesso femminile, alto indice di massa corporea, trattamento insulinico protratto a lungo nel tempo.

Le lesioni lipoipertrofiche sono comunque generalmente più facilmente identificabili.

Conseguenze e rischi della mancata diagnosi

Una diagnosi mancata di lipodistrofia può avere importanti conseguenze cliniche. L’iniezione di insulina in parti del corpo interessate da lipodistrofia, infatti, può portare ad ampie oscillazioni glicemiche, sia verso l’alto, con livelli di glucosio eccessivi rispetto alla norma, sia verso il basso, con episodi ipoglicemici improvvisi.
Queste variazioni improvvise dell’equilibrio glicemico portano all’instaurarsi di un circolo vizioso: per tenere sotto controllo i picchi glicemici infatti si tenderà ad aumentare il dosaggio insulinico, generando, così, un ulteriore scompenso.

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Anche se a volte si parla impropriamente di lipoatrofia e lipoipertrofia come sinonimi, è bene tenere distinte le due differenti manifestazioni della lipodistrofia.

La maggior parte degli studi suggerisce, infatti, che l’assorbimento di insulina nelle aree affette da lipoipertrofia può essere sia ritardato che irregolare; questo comporta la necessità di effettuare dosi gradualmente crescenti di insulina e ad un peggioramento del controllo metabolico, che a sua volta genera oscillazioni glicemiche, caratterizzate da un elevato tasso di episodi ipoglicemici gravi seguiti da picchi nella concentrazione del glucosio sanguigno, quando i pazienti variano i siti di iniezione interessati dal disturbo con quelli normali.

Per questo è importante educare i pazienti alle buone pratiche per effettuare le iniezioni di insulina e all’identificazione delle aree del corpo colpite da lipoipertrofia.

Lividi o lipodistrofia?

Esistono anche altre lesioni cutanee correlate all’iniezione di insulina, in particolare i lividi localizzati nel sito dell’iniezione. È importante non confondere questi lividi con la lipodistrofia. Si tratta infatti di un effetto collaterale delle iniezioni di insulina che può disturbare le persone con diabete provocando, oltre che inestetismi, anche dolore. Allo stato attuale, non esistono ancora soluzioni risolutive per i lividi derivati dalle iniezioni.

Bisogna comunque tenere ben presente che l’insieme degli eventi avversi che si verificano nel sito di iniezione, come dolore, arrossamento, lividi e sanguinamento, rappresentano un ostacolo significativo per l’adesione del paziente a regimi di trattamento che comportano più iniezioni giornaliere. Questo quadro si complica ulteriormente in presenza di complicanze come la lipodistrofia, che rende più complesso il corretto mantenimento dei livelli di glucosio nel sangue.

Come prevenire le lipodistrofie?

Seconde le ricerche, ciò che si è rivelato più efficace nel trattamento e nella prevenzione delle lipodistrofie sono i programmi mirati all’educazione dei pazienti con diabete al riconoscimento della complicanza e alle corrette tecniche di iniezione: questo, nel tempo, riduce anche i rischi di oscillazioni dei livelli di glucosio nel sangue e di ulteriori complicanze dovute a scompensi glicemici. Inoltre, esistono in commercio prodotti specifici in grado di agire sui vari stadi della lipodistrofia, e di limitarne l’insorgenza.

Tra gli accorgimenti che chiunque soffra di diabete dovrebbe ricordare ci sono:

  • iniettare l’insulina nel tessuto sottocutaneo, mai nel derma o nel muscolo;
  • cambiare l’ago ad ogni iniezione;
  • alternare i siti di iniezione (addome, cosce, braccia, natiche);
  • distanziare di almeno un centimetro le punture in ogni sito di iniezione;
  • utilizzare un ago corto, meglio se di 4mm come raccomandato dalle maggiori organizzazioni per la cura del diabete;
  • evitare le iniezioni di insulina in aree con lipodistrofia perché in queste zone l’assorbimento è imprevedibile e potrebbe causare fluttuazioni inaspettate della glicemia.
2018-06-05T13:37:33+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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