Diabete scompensato. Cosa fare?

Diabete scompensato

Il desiderio di ciascuno di noi è quello di avere una vita, normale, chi, magari, più spericolata, chi meno, ma comunque normale. Questo desiderio si fa ancora più forte, quando viene diagnosticato il diabete. L’alimentazione, l’attività fisica, il trattamento farmacologico ed il dosaggio dell’insulina, non smetteremo mai di dirlo, sono alla base di ogni linea guida per tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue, ed evitare così, situazioni di diabete scompensato. Tuttavia, per quanto ci si sforzi, possono capitare situazioni che sfuggono al nostro controllo. In questo articolo capiremo quando potrebbero verificarsi episodi di diabete scompensato e cercheremo di darvi alcuni consigli su come comportarvi in quei casi.

Diabete scompensato? Scopriamo le cause

In generale, episodi di digiuno prima di test diagnostici, radiologici, gastroenterite o problemi intestinali, possono causare ipoglicemia e possono contribuire a destabilizzare i livelli glicemici.

digiuno

In particolare, nelle persone in età avanzata, si aggiungono circostanze che possono provocare situazioni di diabete scompensato:

  • Elevata comorbidità.
  • Presenza di sindromi geriatriche: declino cognitivo, depressione, cadute frequenti.
  • Alta prevalenza della polifarmacia (quando si ha l’assunzione tra 5 e 6 farmaci al giorno per periodo oltre i 6 mesi).
  • Frequenti situazioni di dipendenza e solitudine.
  • Alto rischio di ipoglicemia.
  • Grande eterogeneità in termini di anni della evoluzione della patologia, dallo stato funzionale, all’aspettativa di vita ed al tipo di diabete.

La strategia terapeutica in generale, ed in particolar modo negli anziani, dovrebbe essere personalizzata in base agli obiettivi stabiliti insieme al proprio medico di base o al diabetologo di fiducia.

attività fisica anziani

Vogliamo sottolineare, inoltre, che non è il solo mal funzionamento nella gestione dell’insulina ad alterare i livelli di glucosio nel sangue. Al contrario, molti sono i fattori che possono determinare scompensi glicemici. Di seguito alcuni esempi.

Digiuno e scompenso

La necessità di periodi di digiuno, per i test diagnostici, nella vita di una persona con diabete non è affatto rara. La preparazione per esami del tratto digestivo (gastroscopia, colonscopie, test di contrasto CT, risonanza, interventi chirurgici), infatti, richiede un equilibrio tra il digiuno ed i farmaci ipoglicemizzanti. 1

Può anche accadere che le ore indicate per l’esecuzione di un test vadano oltre l’intera notte. Per poter ridurre il rischio di ipoglicemia, è fondamentale fissare il proprio esame nel primo mattino.

test laboratorio

Chirurgia Ambulatoriale

Un’adeguata preparazione per un intervento chirurgico è essenziale per evitare scompensi ipo/iperglicemici.

Il digiuno, necessario per la chirurgia, promuove la comparsa di ipoglicemia.

Inoltre, la situazione di stress, provocata dall’anestesia e dall’intervento, aumenta la resistenza all’insulina, con il rischio di iperglicemia.1

Per prevenire queste situazioni, è necessario conoscere le caratteristiche della patologia: il tipo di diabete, l’evoluzione, la presenza di eventuali complicanze, il trattamento ipoglicemico, il grado di controllo metabolico.

Ma anche, le caratteristiche dell’ intervento chirurgico vanno prese in considerazione: come per esempio la durata dell’intervento, del tempo di ripresa e dei farmaci che si stanno assumendo.

chirurgia

Farmaci e diabete scompensato in caso di interventi

Antidiabetici orali

La metformina ha un basso rischio di causare ipoglicemia durante il digiuno, tuttavia, si dovrebbe sospendere almeno due giorni prima dell’intervento per poi riprendere due giorni dopo, al fine di evitare complicanze renali.

Inibitori di DPP 4 (farmaci per inibire l’enzima deputato alla degradazione del GLP-1) e analoghi del GLP 1 (ormone coinvolto nel sistema incretinico) potrebbero rendere improbabile la comparsa di ipoglicemia.

In generale, la raccomandazione è di mantenere analoghi i sensibilizzanti del GLP 1 fino all’atto chirurgico e sospenderli al momento del digiuno per riprenderli all’avvio dell’assunzione.

Insulina (con o senza farmaci ipoglicemizzanti orali)

Gli analoghi dell’insulina lenta, in linea di principio, non dovrebbero essere modificati, ad eccezione di frequenti episodi ipoglicemici.
Gli analoghi dell’insulina veloce, invece, devono essere sospesi fino a quando dura il digiuno.

L’ insulina intermedia e premiscelata richiede, invece, una riduzione progressiva nella dose notturna dal 75% al 50% il giorno prima dell’intervento chirurgico.

Tuttavia, ci teniamo a specificare che tutte queste informazioni, vi saranno date direttamente dal vostro medico prima di un ipotetico intervento.

Terapia glucocorticoide e diabete scompensato

I glucocorticoidi sono un gruppo farmacologico ampiamente utilizzato in varie patologie, l’iperglicemia è uno dei suoi effetti collaterali più noti.

L’uso di questi farmaci è frequente nel trattamento di patologie allergiche, artrite reumatoide, bronchite asmatica, BPCO, trapianti di organi, infiltrazioni intra-articolari, lombosciatalgia. 

test glicemia

La somministrazione orale, le iniezioni intramuscolari e gli aerosol dei glucocorticoidi provocano un aumento della glicemia nelle persone senza diabete. Questo fenomeno è noto come diabete steroideo. 2

Il meccanismo responsabile dell’iperglicemia causata dai corticosteroidi deriva dalla diminuzione dell’assorbimento del glucosio a livello del fegato e dei muscoli a causa dell’insulino-resistenza e dell’inibizione della secrezione di insulina, a seconda della dose e della durata del trattamento.

La diagnosi scelta per la presentazione del diabete steroideo è un livello di glicemia superiore a 200, principalmente dopo i pasti e prima di cena.

L’indicazione sarebbe di trattarlo quando si usa continuamente corticosteroidi con livelli di glicemia superiori a 200.

Tra i trattamenti di conseguenza si possono individuare:

  • trattamento transitorio con glucocorticoidi. È caratterizzato da dosi elevate e limitate nel tempo con riduzione progressiva.
  • In molte occasioni si può ricorrere al trattamento con insulina per la sua azione immediata.
  • trattamento prolungato con corticosteroidi. Il suo uso è diffuso in alcune malattie reumatologiche, neurologiche, renali e trapianti insieme a trattamenti immunosoppressivi.

Per concludere

Come anticipato durante l’articolo, non siete tenuti a sapere nel dettaglio tutto quanto, ma pensiamo che siano piccoli suggerimenti che possono aiutare. Tuttavia, saranno il medico o il diabetologo i referenti che vi daranno tutte le informazioni di cui avrete bisogno. In conclusione, la conoscenza dei meccanismi del nostro fisico contribuisce alla migliore gestione, anche emotiva, del diabete. L’obiettivo è quello di porsi fuori da situazione di stress ed in perfetta sintonia con il medico, al fine di poter vivere la propria vita il più normale possibile.

2020-05-29T18:02:20+02:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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