Diabete Tipo 1: novità e ultime ricerche scientifiche

Diabete Tipo 1: novità e ultime ricerche scientifiche

Il diabete di tipo 1, anche chiamato insulino-dipendente o diabete giovanile, è una forma di diabete caratterizzata dalla distruzione delle betacellule pancreatiche che quindi non producono più insulina.

Si tratta di una malattia autoimmune: il sistema immunitario riconosce come estranee e dannose all’organismo le cellule del pancreas che producono insulina attaccandole fino a distruggerle; si crea così un deficit di questo ormone.

Essendo l’insulina necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule, la persona con diabete di tipo 1 deve assumerla dall’esterno e fare in modo di averne sempre la quantità giusta nel sangue.

Non esiste una cura definitiva contro il diabete ma le attività di ricerca sono molto attive e stanno portando a risultati promettenti.

Pancreas artificiale

Sono in corso studi per la realizzazione del primo pancreas artificiale, un dispositivo in grado di controllare in modo intelligente i livelli di glicemia e regolare di conseguenza il rilascio di insulina nell’organismo.

Si tratta di un device costituito da una micropompa (o microinfusore) che contiene l’insulina e che viene comandata da un dispositivo palmare in cui è stato inserito un programma per il rilascio dell’insulina. L’apparecchio comunica con un sensore della glicemia che viene applicato sulla pancia e legge la glicemia minuto per minuto. Il sensore invia dati al dispositivo tramite bluetooth e l’apparecchio, grazie a un algoritmo interno, elabora i dati e riesce a prevedere quelle che saranno le variazioni della glicemia per ordinare, di conseguenza, al microinfusore le dosi precise di insulina da iniettare.

La differenza con il microinfusore sta nel fatto che il paziente non deve decidere la quantità di insulina da somministrarsi, perché il pancreas artificiale agisce in autonomia.

Staminali

La ricerca si sta evolvendo anche nel campo delle cellule staminali, su cui si punta per la rigenerazione del pancreas.

Le staminali sono cellule facilmente adattabili che possono specializzarsi in base all’ambiente che hanno intorno a loro. Nel caso della ricerca contro il diabete, si punta alla trasformazione delle cellule che costituiscono la parete interna dei vasi e quindi necessarie per una rivascolarizzazione salvando gli arti compromessi dalla neuropatia.

Per curare il diabete di tipo 1 si è pensato di ricorrere a trapianti di cellule staminali al posto delle cellule malate che non producono più insulina, che potrebbero in questo modo sfruttare le loro capacità antinfiammatorie per migliorare la condizione del pancreas e aiutarne la rigenerazione. Un’operazione che potrebbe scontrarsi, però, con la natura autoimmune del diabete di tipo 1, che attacca le cellule “estranee” obbligando il paziente a ricorrere alla somministrazione di farmaci immuno-soppressori.

È in atto una cura sperimentale che consiste nel trasferire all’interno del sangue del paziente, insieme alle cellule staminali, anche dei farmaci coadiuvanti (farmaco che è in grado di potenziare l’effetto terapeutico di un altro farmaco).

Trapianto di pancreas

Non dimentichiamo poi il trapianto di pancreas, una realtà molto importante nella cura dei disturbi legati al diabete, in quanto può tenere sotto controllo le complicanze della malattia. Viene considerato, però, come una terapia transitoria, in attesa di nuove e più efficaci soluzioni.

2016-08-08T20:07:51+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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