Diabete di tipo 1 o di tipo 2, quali sono le differenze?

Diabete di tipo 1 o di tipo 2, quali sono le differenze?

Diabete di tipo 1

Diabete di tipo 1 o di tipo 2, quali sono le differenze?

Parlando di diabete si tende spesso a generalizzare e a non tenere conto di una importante distinzione tra il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2.
Chi è affetto da diabete, invece, conosce bene questa differenza e ne ha chiare anche le cause e i trattamenti.

Ma sei sicuro di sapere proprio tutto su questa diversità, o rischi di fare confusione?

Tipo 1 e tipo 2: i dati statistici sul diabete

Probabilmente stai leggendo questo articolo per acquisire più informazioni sul diabete perché soffri anche tu di questo disturbo e ti interessa conoscere alcuni dati statistici: non sei il solo infatti, perché, sebbene il grande lavoro per l’informazione e la prevenzione svolto a livello mondiale dai servizi sanitari e dalle organizzazioni dei singoli Paesi abbia portato a un calo dei casi diagnosticati, il diabete è ancora molto diffuso.

Negli Stati Uniti, ad esempio, si è calcolato che i casi sono scesi da 1,7 milioni del 2008 agli 1,4 milioni del 2014.
Questi numeri, però, tendono a nascondere i dati sul diabete di tipo 1, quel diabete cioè che non è dovuto allo stile di vita o a fattori di rischio come l’obesità, ma che deriva da una condizione definibile come “autoimmune”, in cui il pancreas non produce insulina.

Sembra infatti che per il diabete di tipo 1 i casi siano, al contrario, in aumento. Negli Stati Uniti il diabete di tipo 1 rappresenta il 5% sul totale dei pazienti diabetici, con circa 1,5 milioni di persone affette dalla patologia tra adulti e bambini, anche se non si conosce il numero effettivo, dato che non esiste un censimento corretto e aggiornato sui casi diagnosticati.

Un problema riguardo alle statistiche sui due differenti tipi di diabete è legato al fatto che spesso nelle indagini non viene chiesto al paziente quale sia il suo tipo di diabete, portando a credere che si tratti dello stesso tipo di patologia e dunque che anche il diabete di tipo 1 sia in calo. Il rischio maggiore è di veder diminuire i fondi destinati alla ricerca anche per questa tipologia.

Diabete di tipo 1 e di tipo 2, invece, sono diversi tra loro, sia per le cause che per i trattamenti che è necessario seguire.

Quali differenze ci sono tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2?diabete di tipo 1

Anche se la manifestazione del diabete avviene in modo diverso nei due tipi, l’effetto principale della patologia è il medesimo: un’alterazione metabolica che porta ad un eccesso di glucosio nel sangue (iperglicemia).

Le principali differenze tra diabete di tipo 1 di tipo 2 sono legate alla manifestazione, all’età dell’insorgenza e al trattamento.

Il diabete di tipo 1, infatti, può colpire ad ogni età, ma si verifica prevalentemente in bambini e adolescenti, con picchi in particolare tra l’età prescolare e quella della pubertà. In genere, il suo esordio è rapido e molto intenso e i fattori di rischio non sono ancora conosciuti con certezza.

Il diabete di tipo 2, invece, risulta attualmente la forma più frequente di diabete. Generalmente insorge in età adulta e il rischio di comparsa aumenta con l’età. Con un esordio più lento e progressivo rispetto al diabete di tipo 1, tra i fattori di rischio accertati sono stati individuati sovrappeso/obesità, dieta sbilanciata, vita sedentaria, ipertensione, valori alti di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue, familiarità.

Mentre il diabete di tipo 2, legato all’obesità o a uno stile di vita scorretto, può essere gestito anche grazie ad una dieta correttamente bilanciata in funzione del disturbo, attività fisica e farmaci, senza dover necessariamente arrivare all’assunzione costante di insulina, il diabete di tipo 1 è quello cosiddetto insulino-dipendente: l’insulina, cioè, va somministrata obbligatoriamente con più iniezioni giornaliere o tramite macchinetta per infusione, per poter gestire in modo corretto i picchi di glucosio nel sangue.

Questo tipo di diabete richiede, quindi, un trattamento più intensivo e aggressivo per tenere adeguatamente sotto controllo la glicemia.

Tra i due tipi di diabete vi è, come dicevamo, anche una differenza statistica: secondo uno studio sul Diabete in età giovanile, infatti, anche se i casi di diabete di tipo 2 sono ancora più numerosi, si sarebbe registrato un aumento del 21% di nuovi casi di tipo 1 tra il 2001 e il 2009, in bambini di tutte le età e, secondo la Federazione internazionale diabete, il numero sarebbe aumentato ancora del 9% dal 2013.

Scoprire le cause di questa crescita è molto importante per poter dare risposte ai pazienti con diabete di tipo 1 ed individuare in modo più tempestivo anche i nuovi casi tra i bambini.

Diabete di tipo 1, diabete giovanile o diabete insulino-dipendente: attenzione alle definizioni

Spesso in passato si parlava di diabete giovanile per riferirsi al diabete di tipo 1, perché in genere questa tipologia si manifesta già nella prima età. Questo però non deve far commettere l’errore opposto e cioè quello di credere che tutti i bambini con diabete soffrano di diabete di tipo 1.

Anche nell’infanzia, condizioni di obesità e fattori di rischio legati allo stile di vita possono portare a sviluppare un diabete di tipo 2.

Il tipo 1 viene spesso definito anche insulino-dipendente, per via della necessità di iniezioni e infusioni di insulina a cui deve sottoporsi chi ne è affetto.
Anche in questo caso, però, è sbagliato credere che chiunque utilizzi l’insulina abbia un diabete di tipo 1. In alcuni stadi della patologia, infatti, anche il diabete di tipo 2 può richiedere la somministrazione di insulina.

Infine, un’ultima importante differenza tra diabete di tipo 1 diabete di tipo 2 sta nei sintomi.

In genere l’esordio del diabete di tipo 1 si manifesta con

  • polidipsia (forte sete) e poliuria (urine abbondanti) molto evidenti
  • disidratazione
  • tendenza all’acidosi
  • alito acetonico
  • comparsa apparentemente inspiegabile di un’enuresi notturna (pipì a letto) in un soggetto che non ne ha mai sofferto in precedenza
  • Un semplice esame delle urine metterà in evidenza l’elevata presenza di zuccheri, poiché in questa tipologia di diabete, il danno delle cellule pancreatiche produttrici di insulina è completo e irreversibile.

Nel diabete di tipo 2 si verifica invece una serie di condizioni progressive, passando così dal diabete latente ad una forma conclamata in cui si manifesta il vero e proprio deficit delle cellule del pancreas che non sono più in grado di produrre i giusti livelli di insulina, rilevando dalle analisi del sangue una iperglicemia anche a digiuno e la presenza di zuccheri nelle urine.

Anche i sintomi come polifagia (fame accentuata), polidipsia (forte sete) e poliuria (minzione frequente) avranno in questo caso una insorgenza più lenta e graduale.

2017-12-07T20:29:59+00:00 Francesco
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Pubblicato il: 7 dicembre 2017