Diritti e tutele del lavoratore con diabete

Il diabete è riconosciuto sin dagli anni 80 quale patologia “di alto interesse sociale” da parte della legislazione italiana, tramite la legge numero 115 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 71 del 16 marzo 1987 1.

Nel definire i diritti inviolabili delle persone con diabete, lo Stato ha dovuto anche stabilire le risorse di spesa/investimento destinate a questa condizione da allocare nel proprio bilancio per impostare ogni attività sia centrale che periferica (regioni e aziende socio-sanitarie).

Gli obiettivi di queste attività sono la prevenzione e la cura delle persone con diabete, e tra di esse rientra l’istituzione dei centri diabetologici specialistici e l’opera di sensibilizzazione della società italiana nei confronti del diabete, finalizzata alla crescita culturale di ogni singola persona con diabete, al fine di favorire una gestione autonoma e consapevole di questa condizione e ridurre l’insorgenza di complicanze gravi ad essa associate 1.

La volontà alla base della legge n.115 era, quindi, quella di migliorare la qualità della vita delle persone con diabete.

Questa premessa legislativa apre il campo alla materia dei diritti del lavoratore con diabete.

IL DIABETE E IL MONDO DEL LAVORO

Secondo recenti statistiche, i giovani con diabete avrebbero difficoltà nell’essere assunti per un posto di lavoro nel 30% dei casi, e quasi il 35% dei datori di lavoro ha addirittura escluso l’ipotesi di poter assumere una persona con diabete.

Questa situazione, oltre a non essere accettabile sotto il profilo etico, è anche decisamente illegale, proprio secondo quanto sancito dalla legge 115, che anzi stabilisce un’agevolazione per l’inserimento nel mondo del lavoro, sia pubblico che privato, di ogni persona con diabete 2.

Una persona con diabete può svolgere qualsiasi tipo di lavoro ad eccezione di quelli per cui è stabilito un particolare profilo di costituzione fisica, come ad esempio  nel caso dei piloti di aereo, dei conduttori di treni e poche altre attività di questo tipo 1.

Una persona con diabete è normalmente abituata a prendersi cura della propria salute non solo per quanto riguarda la terapia farmacologica, ma anche e soprattutto nel condurre una vita virtuosa sia in termini di alimentazione che di attività fisica.

La persona con diabete, in quanto abituata a convivere con questa condizione, monitora la propria salute con una regolarità e metodicità che non si riscontra abitualmente.

Il pregiudizio di alcuni datori di lavoro, poco o per nulla disponibili ad assumere persone con diabete, deriva dalla preoccupazione che eventuali dipendenti con diabete potrebbero sottrarre tempo al lavoro per destinarlo alle proprie cure mediche.

Ciò deriva da una scarsa informazione: infatti, il tempo necessario alle persone con diabete per  controllare questa condizione è quello destinato ad effettuare normali analisi di laboratorio (non più di 4 mattine l’anno), a cui si aggiungono le visite mediche periodiche, di solito da due volte l’anno a ogni due mesi. Né più né meno di molti altri lievi problemi di salute diffusi tra i lavoratori.

Su questo aspetto, la legislazione italiana è internvenuta tramite un’altra importante normativa, che, però, non riguarda esclusivamente le persone con diabete: la legge numero 104 del 1992. 

La 104/1992 3 stabilisce che una persona con diabete abbia diritto a fino a tre permessi retribuiti al mese per poter effettuare normali controlli medici.

I lavoratori con diabete non devono, quindi, essere considerati più inclini all’assenteismo di ogni altro lavoratore.

Nel nostro Paese, poi, oltre alle resistenze all’assunzione di persone con diabete, è presente un problema di qualità ambientale sul posto di lavoro, purtroppo non sempre adeguatamente considerato.

Un esempio positivo in questo senso è presente negli Stati Uniti, dove la ricaduta sociale del diabete assume un maggiore significato rispetto all’Italia.

In America esiste, infatti, la “Carta del lavoratore con diabete”, che prevede facilitazioni e cure specifiche (ad esempio, la presenza nelle mense aziendali  di qualche piatto più adatto alle esigenze alimentari di una persona con diabete).

L’IMPEGNO DELLO STATO PER NON GRAVARE SUI DATORI DI LAVORO

Tuttavia, in alcuni casi, come in presenza di complicanze, un lavoratore con diabete potrebbe necessitare di maggiori cure mediche e assistenza. Ecco perché sono state previste alcune agevolazioni con la Legge 104 del 1992 3.

Esse consistono in assegni, permessi e altre pratiche di assistenza riservate alle persone con diabete.

Con la legge, si è inteso stabilire regole certe da cui ricavare l’entità di queste agevolazioni. Per esempio, il valore dell’assegno o anche il numero dei giorni di permesso per una persona con diabete, dipendono dal suo grado di invalidità e sono e sono un diritto a partire dal 74% in su, includendo anche un assegno sulla base del reddito.

Ed in caso la percentuale di invalidità sia totale, ovvero il 100%, è possibile ottenere una pensione. Questa opzione, è prevista nei casi di un diabete ad uno stadio grave, che necessita di assistenza esterna e costante.

Infine, la legge 104 del 1992 3 prevede modi ed entità di intervento pubblico per non gravare sulla economia delle aziende e sui livelli di reddito delle persone con diabete e dei parenti che se ne prendono cura, altra argomentazione fondamentale per combattere il pregiudizio verso l’inserimento di persone con diabete.

IMPATTO SOCIALE DEL DIABETE

Per chiudere queste brevi considerazioni, infine, è importante ricordare quanto sia grande il numero di persone con diabete all’interno della popolazione: secondo i dati più recenti, le persone con diabete nel nostro Paese sarebbero ormai oltre i 3 milioni e mezzo ed esiste un altro milione di italiani ignari di avere questa condizione, perché non ancora diagnosticati. Si stima che, in base al trend in crescita continua, questo numero potrebbe salire ulteriormente e raggiungere oltre i 5 milioni di persone nell’arco di un decennio.

Solo prendendo coscienza di quanto sia diffusa questa condizione è possibile comprendere quanto essa possa influenzare le abitudini quotidiane di ciascuno di noi e quanto sia necessario organizzare la nostra società allo scopo di garantire una sana e corretta convivenza gli uni con gli altri ed un ambiente di serenità, a cominciare dal mondo del lavoro.

lipodistrofia e diabete

Il diabete, se gestito in maniera non corretta, può provocare conseguenze gravi per la salute e, in base a questo, la legislazione intende tutelare le persone con diabete, affinché possano evitare il più possibile l’insorgere di gravi complicanze, e continuare a svolgere una normale attività lavorativa. Per rendere possibile questo, anche l’ambiente lavorativo deve essere adeguato, e possedere spazi adeguati a permettere alle persone con diabete di seguire la terapia e mantenere sotto controllo la propria salute.

2018-10-16T11:40:31+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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