Disturbi dell’umore e diabete quali correlazioni?

Disturbi dell’umore e diabete

L’interazione tra il diabete ed i disturbi dell’umore è nota da diversi secoli; tuttavia, solo negli ultimi decenni, questo argomento ha riscosso un interesse particolare nel campo della comunità medica e scientifica. A volte, diabete e disturbi dell’umore possono manifestarsi indipendentemente, senza una connessione diretta tra le due entità. In altri casi, invece, la diagnosi e l’evoluzione del diabete sono legate a disturbi psichiatrici e viceversa. Il diabete può predisporre allo sviluppo di alcuni disturbi psichiatrici, come la depressione e la schizofrenia ed alcuni sintomi degli episodi di ipoglicemia e chetoacidosi possono anche essere confusi con manifestazioni di attacchi di panico. Al contrario, la depressione riduce l’aderenza al trattamento antidiabetico ed il rispetto dei controlli metabolici di routine, un fenomeno che è ulteriormente aggravato nelle persone che accusano la fobia dell’ago.

I disturbi dell’umore

Con quest’accezione si è soliti indicare disturbi depressivi, distimia e disturbi affettivi bipolari. Sia studi clinici che indagini epidemiologiche hanno confermato l’associazione tra diabete e depressione. 

depressione

Si può stimare che il rischio di depressione sia dal 50% al 100% più alto nelle persone con diabete, rispetto alla popolazione generale.

Come anticipato precedentemente, si ritiene che la depressione possa avere un ruolo nell’insorgenza del diabete, mentre, il diabete stesso può predisporre alla depressione. Inoltre, i relativi farmaci per curarsi, come gli antidepressivi, possono aumentare il rischio di sviluppare il diabete.

Cosa si prova quando si riceve una diagnosi di diabete?

Di solito si attraversa una fase di naturale assimilazione, in cui si cerca di digerire una nuova sfida nel dover vivere condizionati da nuove abitudini e cure che fino a quel momento non erano necessari.

Il costante pensiero di avere il giusto livello di glucosio nel sangue, di doversi sottoporre ad esami medici con una certa frequenza e di dover iniettarsi insulina ogni giorno, sono tutte sfide che mettono alla prova qualsiasi spirito, anche il più “forte”. Di conseguenza, è del tutto normale che ciò possa scuotere forti emozioni ed avere effetti impattanti sul nostro stato d’animo.

ansia

Tuttavia, dopo aver assimilato la notizia di aver contratto la patologia è fondamentale cercare di riportare alla normalità la vita quotidiana, per il benessere psicofisico del diretto interessato. In questo caso, assimilare il diabete significa iniziare ad accettare, passo dopo passo, tutti quegli atteggiamenti da mettere in atto per salvaguardare il proprio stato di salute ed allo stesso tempo, continuare a vivere con le nostre abitudini quotidiane, purché compatibili.

Provare dolore, rabbia e frustrazione, nel periodo di accettazione della patologia, è del tutto naturale, ma bisogna essere in grado di gestire quel fragile equilibrio che può trasformare l’ansia e la tristezza del “dolore”, in un problema cronico da cui non è facile uscire.

Relazione diretta tra depressione e diabete

La depressione, come tutti immaginiamo, ha un impatto molto negativo sulla qualità della vita di tutte le persone, a maggior ragione se queste devono fare i conti con le innumerevoli sfide che una patologia come il diabete porta con sé. In questi casi, la depressione potrebbe avere effetti negativi, anche sull’efficacia del trattamento del diabete.

Con questo, non intendiamo che i sintomi della depressione spingano la persona a trascurare il proprio trattamento. Ma secondo alcuni studi, può essere che si sviluppi una sindrome che modifica il comportamento, generando un deterioramento della regolazione emotiva e dei disturbi cognitivi.

La ricerca ha stilato tre profili per la depressione:

  • Il primo si manifesta dopo livelli pronunciati di stress ed ansia, prodotti dal diabete: questa depressione, a sua volta, contribuisce alla disregolazione dei ritmi circadiani (sonno-veglia) che influenzano il controllo glicemico, rendendo questa depressione un secondo fattore scatenante per il diabete stesso.
  • Un altro livello consiste nella malinconia, e sarebbe uno stato prima dell’ansia e dello stress, che spinge lo spirito verso di loro.
  • E infine, c’è un cosiddetto profilo “atipico” che viene favorito dal condurre uno stile di vita malsano, come conseguenza dell’apatia.

La RESA è il pericolo più grande

Quando viene diagnosticato il diabete, si entra in contatto con una serie di cure trattamenti che finiscono per spaventarci ed incombere come un imponente peso sulla nostra vita quotidiana e su quello che “eravamo abituati a fare ed in cui dovremmo limitarci”.

Quanti si sono fatti la classica domanda del “Perché io?”, Questa domanda racchiude in sé un miscuglio di sensazioni come il senso di responsabilità per la propria salute, l’insicurezza di non gestire correttamente la patologia ed una sensazione di stanchezza ed arrendevolezza. Tutte queste sensazioni, se non gestite in modo adeguato, potrebbero innescare un meccanismo che viene chiamato clinicamente la sindrome di Burnout nel diabete. 

I sintomi di questa sindrome sono frustrazione, autodistruzione, ribellione e stanchezza. Tutto inizia perché, per affrontare le cure di cui si ha bisogno, sarebbe necessario fare il pieno di volontà, pazienza, energia e di autocontrollo.

Quando, però, l’apatia si fa strada tra le nostre emozioni, il risultato non può certo essere dei migliori. In questi casi, si ha la sensazione che non funzioni nulla. Nonostante si cerchi di seguire le indicazioni mediche, il controllo e la gestione del diabete possono essere vanificate. Questa situazione frustrante ne può innescarne un’altra a sua volta, sempre più pronunciata e autodistruttiva.

chiedere aiuto

I rischi di una mancata presa in carico della patologia

Il rischio che si corre è quello di oltrepassare le linee rosse del trattamento e di iniziare, per esempio, a non controllare l’alimentazione o a non misurare il livello di glucosio nel sangue. Rischi che possono estendersi anche all’interruzione dei controlli medici periodici con lo specialista. 

Questa situazione potrebbe significare l’inizio di una resa, caratterizzata dall’atteggiamento di chi smette di prendersi cura di sé stesso e della propria salute. Man mano che si entra in questo tunnel, la risalita diventa sempre più difficoltosa aumentando la sensazione di disagio.

Di fronte a questi sintomi di apatia, tristezza e frustrazione, è fondamentale chiedere aiuto, attirando l’attenzione della propria cerchia ristretta di amici e dei parenti. Rivolgersi al medico, può divenire l’unica soluzione per combattere una pericolosa resa psicologica a questa patologia.

2020-10-02T15:53:24+02:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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