Come le emozioni influenzano la gestione del diabete

Emozioni e diabete

Cosa significa vivere quotidianamente con il diabete?  

Ovviamente ognuno manifesta la propria personale reazione, che sarà diversa da individuo a individuo, proprio perché i vissuti e la personalità di ciascuno sono differenti; tuttavia, nei singoli soggetti si evidenziano delle tendenze abbastanza comuni in merito alle emozioni suscitate dal diabete 1.

Confrontarsi su questo tema è importante per più motivi. Prima di tutto lo è perché così chi ha il diabete viene stimolato a riflettere su come vive ogni giorno, a livello emotivo, il proprio “essere diabetico”. Al tempo stesso, è fondamentale anche per tutti coloro che vivono a fianco di una persona che ha il diabete: in questo modo possono capire meglio quello che provano i loro cari, imparando così a relazionarsi con loro nel modo migliore possibile.

Poiché il diabete è un disturbo cronico, le persone che ne soffrono devono confrontarsi tutti i giorni con questioni di una certa portata stressogena, come: la mancanza attuale di cure definitive, le possibili complicanze (disturbi a livello cardiaco e visivo, neuropatie periferiche, insufficienza renale) e il regime di cura necessario (monitoraggio del glucosio, iniezioni di insulina, dieta, attività fisica) 2. Alcune persone definiscono il diabete come un’esperienza che trasforma pienamente la propria vita e che va a modificare molti aspetti profondi di sé, tra cui le emozioni. 3

Che impatto ha, a livello emotivo, questa condizione?

L’esperienza vissuta attraverso il diabete tende ad accompagnarsi ad alcuni stati emotivi specifici; tra questi, la paura e la tristezza sono due dei sentimenti più comunemente provati 2. Si tratta di emozioni che nascono soprattutto a causa della consapevolezza delle diverse complicanze a lungo termine, sopra citate, ma anche di quelle a breve termine, come ad esempio un calo glicemico, che il diabete può comportare.

stress e diabeteL’irritazione è un’altra emozione spesso presente 2. Questa interviene principalmente nelle relazioni con gli altri ed è spesso correlata ad un interesse troppo intenso e partecipativo, soprattutto da parte dei membri della famiglia, nelle questioni inerenti al proprio diabete; tutto ciò viene vissuto come un “essere assillati e tormentati”.

Anche la rabbia può essere citata tra le emozioni provate. Le principali fonti di rabbia sembrano essere la terapia e le questioni riguardanti il trattamento. 3 Così come la paura e la tristezza, spesso si fa strada anche l’ansia, tendenzialmente a causa del possibile sviluppo di complicanze del diabete 3. Alcune persone, invece, possono provare senso di colpa per la loro condizione 3.

Ciò che sorprende è, però, la presenza, non solo di emozioni negative, ma anche positive, come ad esempio la felicità. Questo sentimento può essere vissuto sia nelle fasi iniziali, in particolare per il diabete di tipo 2, quando la diagnosi segna ipoteticamente l’inizio di una vita più salutare, ma soprattutto nelle fasi successive, ad esempio quando si osservano i successi del trattamento.

Nonostante la possibile presenza di quest’ultima emozione, però, è evidente come la condizione diabetica si accompagni perlopiù ad emozioni negative, che possono essere lette come elementi naturali dell’adattamento alla vita con diabete, come “un processo emotivo continuo che abbraccia l’intera vita di una persona con un disturbo cronico”.

A questo proposito, si tende a parlare di sofferenza legata al diabete (diabetes-related distress),espressione con cui si fa riferimento a continue preoccupazioni, paure e carichi associati alla gestione di una condizione cronica, come il diabete, nel corso del tempo.

È importante osservare che il modo in cui le persone con il diabete regolano le emozioni connesse al proprio stato, ha un impatto diretto sul diabetes-related distress. Più nello specifico sembra che persone che vivono in modo più intenso questa sofferenza tendono a giudicare in maniera critica le proprie emozioni, tendono a reagire ad esse in modo impulsivo e sono raramente consapevoli delle loro emozioni correlate al diabete.

Questa modalità di regolazione delle emozioni ha poi, a sua volta, degli effetti sulla gestione del diabete e sul piano metabolico 2. Le persone possono, infatti, arrivare a sentirsi frustrate, arrabbiate, soverchiate e scoraggiate a causa dell’impegno richiesto dal prendersi cura della propria condizione. Una più elevata sofferenza legata al diabete si osserva in coloro che presentano una scarsa autogestione della glicemia e una scarsa aderenza alle terapie prescritte dal medico.

Come si manifesta il diabetes-related distress?

Di che tipo di sofferenza si tratta, più nello specifico? Prima di tutto dobbiamo considerare il carico emotivo, che origina dal senso di impotenza e dalla continua frustrazione provati nella gestione dei valori glicemici, soprattutto se fuori dal proprio controllo. Il diabetes-related 2 può svilupparsi anche in riferimento alla figura del medico. In questo caso il disagio nasce dalla percezione di non ricevere cure e attenzioni sufficienti dal proprio diabetologo. Questa sofferenza può anche scaturire dalla necessità di seguire un regime di cura. A tal proposito, possono sorgere: preoccupazione di non controllare a sufficienza la glicemia, paura che le prescrizioni alimentari controllino la propria vita e paura pronunciata delle ipoglicemie. Infine troviamo la sofferenza interpersonale che nasce dal sentirsi “abbandonati”, non sufficientemente supportati a livello emotivo e pratico dai propri cari.

Quest’ultimo punto ci ricorda che, quando le persone ricevono diagnosi di diabete, possono andare incontro a diversi problemi di natura psicosociale; possono, inoltre, trovarsi a fronteggiare questa nuova realtà negativamente, aspettandosi anche che possa impattare in modo sfavorevole sul proprio futuro 2. Questa idea è, in un certo senso, pericolosa.

Infatti, le opinioni personali sul proprio stato di salute possono influenzare il benessere mentale e fisico, nonché i comportamenti di autogestione del diabete. Avere dunque una percezione realistica di questa condizione aumenta, sia nella persona con diabete che nei suoi cari, il senso di autoefficacia che, a sua volta, aiuta a raggiungere una migliore cura di sé e un miglior autocontrollo.

diabete e impotenzaPer raggiungere questo obiettivo è di aiuto anche il supporto sociale. Il sostegno che la persona con diabete riceve dai membri della famiglia sembra infatti essere collegato ad una migliore gestione della condizione e a migliori esiti di trattamento. Il supporto sociale, infine, può anche aiutare a ridurre gli effetti negativi dello stress sul controllo del glucosio.

E voi cosa ne pensate? Vivete anche voi, ogni giorno, fianco a fianco con queste emozioni?

2019-04-03T11:21:41+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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