Gestione del diabete a scuola: l’importanza della collaborazione tra famiglia e insegnanti

Gestione del diabete a scuola: l’importanza della collaborazione tra famiglia e insegnanti

Gestione del diabete a scuola: l’importanza della collaborazione tra famiglia e insegnanti

Se si pensa che i bambini e gli adolescenti frequentano quasi più la scuola e gli insegnanti, che la loro casa e i genitori, è facile comprendere quanto sia importante guidarli e sostenerli nella gestione del diabete anche durante le attività scolastiche.

Sono soprattutto i bambini con diabete di tipo 1 ad avere bisogno di supporto sia relativamente alla gestione dell’autocontrollo glicemico, elemento fondamentale e irrinunciabile, sia morale che psicologico, per evitare che vivano negativamente la patologia, come una condizione di diversità dai propri coetanei, situazione questa che può sfociare anche in condizioni di isolamento.

Lo studente che ha il diabete, infatti, deve sentirsi a suo agio nella comunità e avere tutti gli strumenti e le possibilità per vivere la quotidianità scolastica come i suoi pari.

Il diabete quindi non deve essere un limite per l’apprendimento, la crescita formativa e la socializzazione.
A garanzia di ciò, ci sono punti essenziali della relazione scuola – famiglia – studente che vanno definiti in maniera preliminare e rispettati.

AGD Italia (Coordinamento tra Associazioni italiane di Aiuto a Bambini e Giovani con Diabete), in collaborazione con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha stilato il 7 novembre del 2013 il “Documento strategico di intervento integrato per l’inserimento del bambino, adolescente e giovane con Diabete in contesti Scolastici, Educativi, Formativi al fine di tutelarne il diritto alla cura, alla salute, all’istruzione e alla migliore qualità di vita”. Al suo interno sono state inserite raccomandazioni che sono un punto di riferimento per tutte le realtà coinvolte nell’inserimento scolastico degli studenti con diabete.

Le indicazioni riportate nel documento sottolineano la necessità di predisporre e condividere tra la famiglia e gli operatori sanitari e scolastici specifici protocolli di intervento, al fine di:

a) garantire al bambino, adolescente e giovane una vita scolastica, sportiva, relazionale e sociale identica ai propri coetanei senza diabete;

b) sostenere i familiari nella gestione del bambino, adolescente e giovane con diabete nel percorso di inserimento a scuola a seguito di diagnosi di diabete mellito;

c) istruire gli operatori socio-sanitari, gli insegnanti e gli istruttori sportivi e sensibilizzare i colleghi di lavoro su come prevenire, riconoscere e trattare le eventuali situazioni di urgenza.

Il sistema scolastico deve saper garantire l’equilibrio dello stato psicologico e una qualità di vita eccellente nel bambino, adolescente e giovane con diabete, tutte caratteristiche che condizionano in modo importante il controllo metabolico.

Le necessità assistenziali in ambito scolastico differiscono in base all’età e possono suddividersi in:

Controllo glicemico

Il controllo della glicemia – una pratica fondamentale per raggiungere un buon equilibrio glicometabolico – consente di regolare la dose insulinica e di prevenire o trattare adeguatamente eventuali diminuzioni o aumenti eccessivi della glicemia.
Viene effettuato attraverso una piccolissima goccia di sangue, ottenuta abitualmente da un polpastrello, tramite un apposito pungidito. La piccola goccia di sangue viene analizzata da un glucometro, che in 5 secondi fornisce il risultato.
La famiglia dovrebbe fornire alla scuola o dotare il ragazzo di appositi contenitori per lo smaltimento di aghi e strisce usate per il controllo glicemico.

La frequenza del controllo glicemico deve essere riportata nel piano individuale di trattamento dello studente.
Solitamente viene eseguito:

• prima della merenda mattutina;

• prima e dopo l’attività fisica;

• prima del pranzo e qualora si manifestino sintomi riferibili a ipoglicemia o iperglicemia.

Se i più piccoli necessitano di un aiuto, almeno nei primi tempi dopo la diagnosi di diabete, diversamente i ragazzi più grandi sono in grado di eseguire il controllo in maniera autonoma. Tuttavia, è comunque opportuno che un adulto vigili e, in caso di valori glicemici bassi, non lasci solo lo studente.

Il controllo glicemico è uno strumento di grande sicurezza nella vita scolastica, perché permette di prevenire le ipoglicemie.

Ipoglicemia

Il personale scolastico deve sapere come riconoscere i sintomi che accompagnano l’ipoglicemia e sapere quali rimedi somministrare in relazione al valore glicemico, oltre che essere naturalmente informato del fatto che lo studente deve fermarsi e stare a riposo sino al recupero del valore glicemico ottimale.

Anche se i ragazzi più grandi sanno in genere riconoscere i sintomi dell’ipoglicemia e regolarsi, è indispensabile non vengano lasciati mai soli, indipendentemente dall’età. Questo perché potrebbero non essere in grado di prendersi cura di se stessi, qualora sopraggiungesse uno stato di confusione mentale.

I rimedi da usare in caso di ipoglicemia devono essere conservati in un luogo facilmente accessibile ma protetto e occorre controllarne regolarmente la quantità disponibile, chiedendo alla famiglia di reintegrare immediatamente le scorte eventualmente utilizzate.

I genitori devono essere avvisati ogniqualvolta si verifichi una condizione, che potrebbe esporre il bambino a ipoglicemia: se si sospetta, ad esempio, che un pasto previsto non sia stato assunto o in caso di vomito.

La terapia insulinica

Secondo i moderni schemi insulinici multiniettivi, che prevedono la somministrazione di insulina ultrarapida ai pasti principali e un’insulina a lunga durata di azione somministrata la sera o, più raramente al mattino, il problema della somministrazione riguarda solo i bambini che consumano il pranzo a scuola.

Le dosi d’insulina da impiegare sono indicate nel piano individuale di trattamento e aggiornate periodicamente. Peraltro, eseguire la somministrazione è così semplice che già i bambini di 8-9 anni sono in grado di procedere da soli; la supervisione di un adulto è comunque sempre necessaria per verificare che tutto venga effettuato secondo le indicazioni terapeutiche.

La somministrazione di insulina, attraverso microinfusore, è molto meno problematica: poiché l’insulina viene iniettata attraverso la cannula che connette il microinfusore al sottocutaneo, senza alcun intervento esterno, è necessario controllare la glicemia, immettere il valore nel microinfusore, insieme alla quantità di carboidrati che si stanno per assumere, e spingere un pulsante che eroga l’insulina che il microinfusore avrà calcolato.

L’iperglicemia

Gli episodi iperglicemici, se saltuari, non rappresentano un’emergenza a scuola. Solo le iperglicemie prolungate possono creare problemi, ma questo – riporta il documento – non dovrebbe accadere perché i genitori provvedono rapidamente all’adeguamento della dose insulinica.

L’iperglicemia si verifica quando i valori di zucchero nel sangue sono trippo alti, maggiori di 120mg/ dl a digiuno o 180 mg/dl se dopo un pasto. Se il bambino ha consumato un pasto troppo sostanzioso o se ha assunto una quantità insufficiente di insulina la quantità di zucchero nel sangue è troppo alta. In condizione di grave iperglicemia prolungata (superiore a 300/400 mg/dl) il bambino può apparire debole o assonnato, ha sete e deve urinare molto frequentemente, e può lamentare una fame eccessiva ed essere irritabile.

L’alimentazione

Le indicazioni nutrizionali di uno studente con diabete non differiscono molto da quelle di qualsiasi altro soggetto di pari età e fabbisogni che non abbia il diabete.

È, quindi, importante che il ragazzo a pranzo si alimenti in modo sano ed equilibrato, come del resto dovrebbero fare i compagni…
Il personale scolastico dovrà solo vigilare, affinché assuma tutti i carboidrati previsti e nel caso in cui non riesca a finire la pasta o il pane, invitarlo a sostituirlo con un altro alimento con carboidrati.

Vigilare sui bambini molto piccoli, che facilmente si distraggono e non finiscono le merende o mangiano molto lentamente, è sicuramente più difficile ma anche molto importante.

Se sono previste feste a scuola, i genitori dovrebbero essere avvertiti per tempo, in modo che possano adeguare la dose insulinica, oppure far coincidere i festeggiamenti con il pranzo.

L’attività fisica

Il diabete non impedisce di praticare attività sportive individuali e di squadra.

Occorre tenere conto del fatto che l’attività fisica fa scendere la glicemia e che perciò bisogna mettere in atto misure idonee per evitare l’ipoglicemia, come assumere dosi adeguate di alimenti o diminuire la dose insulinica.

I genitori devono essere a conoscenza del giorno in cui si pratica attività sportiva a scuola, in modo che possano apportare gli opportuni adattamenti terapeutici.

L’insegnante di educazione fisica deve conoscere i sintomi dell’ipoglicemia e in palestra devono essere presenti i rimedi che ne consentano la correzione e le indicazioni scritte per il suo trattamento.

Viaggi d’istruzione e campi scuola

I viaggi di istruzione e i campi scuola rappresentano momenti di grande socializzazione per tutti i ragazzi e sono un momento di grande attesa per tutti gli studenti, da cui è bene che un ragazzo con diabete non sia escluso (non sarà la scuola a farlo, sicuramente, ma il rischio è che la famiglia decida, sbagliando, di non mandarlo a scopi cautelativi).

I genitori dovrebbero, invece, ricevere il programma dettagliato del viaggio e prevedere che ci siano pasti il più possibile regolari e conoscerne l’apporto di carboidrati.

Compito della famiglia è fornire al ragazzo eventuali rimedi per correggere le glicemie basse e il glucometro per misurarle.

Gli educatori presenti dovranno assicurarsi che il ragazzo si somministri regolarmente la dose insulinica e, in caso di attività fisica non prevista, ricordargli di assumere carboidrati extra.

Cosa deve fare la famiglia

I genitori sono tenuti a informare il personale scolastico che il figlio è affetto da diabete, consegnando al Dirigente Scolastico la lettera informativa e il Piano Individuale di Trattamento diabetologico rilasciati dal servizio specialistico di riferimento e relativi allegati integrativi, fornendo tutte le informazioni utili alla gestione del bambino, adolescente e giovane, durante l’orario scolastico, nonché i contatti personali e quelli dei medici che lo hanno in cura.

Secondo il Documento strategico di intervento integrato, la famiglia:

• partecipa agli incontri a cui è convocata assieme al personale sanitario e scolastico, esprimendo i bisogni e le esigenze del minore e favorendone la partecipazione al percorso;

• fornisce alla scuola il materiale necessario alla gestione della patologia, da verificare periodicamente;

• comunica al personale scolastico coinvolto la presenza di eventuali problemi o criticità del figlio e/o aggiornamenti del Piano Individuale di Trattamento Diabetologico;

• fornisce all’ufficio di competenza, se il bambino/adolescente e giovane frequenta la mensa, l’eventuale schema alimentare personalizzato.

Lo scambio di informazioni tra famiglia ed educatori sta alla base della buona riuscita della condotta scolastica dello studente con diabete, che, in questo modo, avrà sempre sotto controllo il proprio stato di salute e allo stesso tempo potrà vivere nella massima serenità l’esperienza scolastica insieme ai propri amici e compagni.

2016-09-05T16:41:57+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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