Come gestire il diabete di notte: le ipoglicemie notturne

Come gestire il diabete di notte: le ipoglicemie notturne

Come gestire il diabete di notte: le ipoglicemie notturne

Le persone con diabete solitamente si mostrano più preoccupate per l’ipoglicemia (rapido abbassamento al di sotto dei valori normali del livello di zucchero nel sangue ) piuttosto che per l’iperglicemia (eccessiva quantità di glucosio nel sangue).

È sufficiente dare un’occhiata a come sono stati ricercati i due termini su Google dal 2004 ai giorni nostri, per rendersene  conto:

 

Tuttavia, risolvere e prevenire le ipoglicemie è possibile ed è molto meno rischiosa la condizione di ipoglicemia rispetto a quella di iperglicemia.

A tale proposito, il Dottor. Paolo Cavallo Perin della Società Italiana di Diabetologia, ricorda:

Eppure correggere una ipoglicemia è possibile. Spesso basta assumere 15 grammi di glucosio.”

L’ipoglicemia è, infatti, una reazione di difesa del cervello che funziona benissimo ma trova un modo per risparmiare energia.

Pietro Buono, Diabetologo Pediatra  presso il gruppo del Servizio di Diabetologia Pediatrica del Policlinico Universitario Federico II di Napoli, puntualizza:

Chi, temendo l’ipoglicemia, rinuncia a perseguire un corretto equilibrio glicemico, aggrava il rischio cardiovascolare e anticipa l’appuntamento con eventuali complicanze microvascolari.  Si arriva alla situazione paradossale in cui le persone, proprio perché vivono in una condizione di indotta iperglicemia, finiscono per avvertire sintomi di ipo non appena la glicemia si avvicina a livelli ottimali.

Il vero problema non è l’ipoglicemia di per sé, bensì la ridotta sensibilità alla glicemia.

Il Dottor Paolo Cavallo Perin spiega:

Se una persona ha frequenti ipoglicemie finisce per ‘farci l’abitudine’. I segni premonitori o vengono a mancare o sono inconsapevolmente ignorati o sottovalutati. Il risultato di questa condizione, chiamata ‘ipoglicemia silente’, è che la persona si trova immediatamente alla fase due, quella in cui i sintomi diventano chiari ma possono anche impedirle di correggere da sola l’ipoglicemia.

Ipoglicemie notturne

La causa principale di una ridotta percezione dei sintomi dell’ipoglicemia è data dalle ipoglicemie notturne.

Spiega sempre, il Dottor Paolo Cavallo Perin:

La disponibilità di tracciati in continuo della glicemia, Continuous Glucose Monitoring System (CGMS), ci ha insegnato che le ipoglicemie notturne sono più frequenti, più lunghe e più serie di quanto si credesse e sono quasi tutte asintomatiche: il paziente non si sveglia e spesso non ha nemmeno la sensazione di aver dormito troppo male, insomma, non si accorge di nulla. Non è raro trovare persone che, credevano di essere in buon equilibrio glicemico, e che invece passavano diverse ore della notte sotto i 60 mg/dl.

Prevenzione

 Il Dottor Paolo Cavallo Perin ci rassicura:

Grazie agli analoghi dell’insulina, al microinfusore e alla conta dei carboidrati è possibile disegnare una terapia che riduce al minimo il rischio di ipoglicemie. Ovviamente il paziente deve collaborare con il Team diabetologico  eseguendo numerose misurazioni della glicemia e segnando con attenzione gli eventi ipoglicemici.

È fondamentale riportare sempre tutti i sintomi sospetti al diabetologo per scegliere la terapia più adatta.

2016-08-10T09:07:07+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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