Gli effetti estetici e le conseguenze psicologiche della lipodistrofia

Gli effetti estetici e le conseguenze psicologiche della lipodistrofia

Un recente studio si è occupato di misurare un aspetto, a volte sottovalutato, di una delle complicanze del diabete: l’impatto della lipodistrofia sull’estetica delle persone e le conseguenze psicologiche di questa alterazione dell’immagine del proprio corpo.

Che cos’è la lipodistrofia

Innanzitutto chiariamo a cosa ci si riferisce quando si parla di lipodistrofia.

La lipodistrofia è un’anomalia localizzata del tessuto sottocutaneo (sotto la pelle), che consiste in un’alterata distribuzione dell’adipe e che è spesso accompagnata da alterazioni metaboliche, come aumento del colesterolo, dei trigliceridi o resistenza all’insulina con aumento della glicemia.

Si tratta di un gruppo di condizioni rare caratterizzate da mancanza generalizzata o parziale di grasso corporeo associata a problemi metabolici, come grave insulino-resistenza, diabete e pancreatite. Per chi ha il diabete, in pratica, si tratta di una complicanza da non sottovalutare, dato che spesso insorge nelle zone nelle quali vengono effettuate le iniezioni di insulina e provoca un malassorbimento del farmaco, compromettendo quindi la terapia e rischiando di far peggiorare le condizioni generali di salute.

La lipodistrofia, proprio per i suoi effetti di alterazione metabolica, andrebbe identificata con periodicità attraverso l’ispezione e la palpazione delle aree del corpo in cui viene somministrata l’insulina.

Può presentarsi sotto due diverse forme: lipoatrofia e lipoipertrofia.

La lipoatrofia ha l’aspetto di un avvallamento: guardandola e toccandola si percepisce come una concavità nella pelle, perché consiste appunto in una perdita di tessuto.

La lipoipertrofia, invece, appare come un aumento di volume del tessuto, percepibile al tatto e a volte anche alla vista con l’aspetto di un rigonfiamento della pelle.

Per individuarla è utile confrontare le parti simmetriche delle aree interessate poiché spesso si tende inconsapevolmente a preferire un lato ad un altro quando si fanno le iniezioni di insulina, sottoponendolo a maggior stress1.

Gli effetti estetici e psicologici

Oltre al suo effetto metabolico, la mancanza di tessuto adiposo può avere un forte impatto anche sull’aspetto e causare cambiamenti fisici che hanno conseguenze anche psicologiche su chi ha il diabete. Gli effetti di malattie rare come la lipodistrofia sulla propria immagine, infatti, possono essere dolorose per i pazienti: diventa difficile accettare il proprio aspetto fisico, può sopraggiungere l’angoscia, non ci si riconosce più, la malattia diventa difficile da nascondere e ci si sente meno attraenti.

Oltre alla normale gestione medica, dunque, per migliorare la vita quotidiana dei pazienti e aiutarli a convivere con condizioni che alterano l’estetica del proprio corpo, può essere necessario anche un supporto psicologico.

Mentre in generale la ricerca globale si è concentrata sulla diagnosi e la gestione, non c’è nessun lavoro pubblicato che indaghi gli effetti psicologici della lipodistrofia sull’immagine corporea.

La ricerca sugli effetti psicologici della lipodistrofia

Il National Severe Insulin Resistance Service di Cambridge, nel Regno Unito, ha analizzato i casi di undici di queste persone con lipodistrofia dovuta al diabete (dieci donne e un solo uomo) e li ha invitati a prendere parte a un’intervista semi-strutturata2. I dati sono stati poi analizzati utilizzando un approccio tematico induttivo, individuando cioè dei macrotemi di problematiche sentite da queste persone e traendone delle spiegazioni.

Tra le risposte e i dati raccolti, i ricercatori hanno identificato quattro temi principali:

  1. sentire il proprio aspetto diverso
  2. necessità di comprendere meglio la complicanza della lipodistrofia
  3. bisogno di sentirsi accettati
  4. gestione dei sintomi

I partecipanti alla ricerca hanno parlato degli effetti estetici legati alla mancanza di tessuto adiposo e di altri cambiamenti legati alla lipodistrofia, che contribuiscono a percepire un’immagine negativa del corpo. Per alcuni, questo cambiamento ha generato sentimenti di inutilità che influiscono sulla vita quotidiana e sulla costanza nel trattamento del diabete. In tutti i casi esaminati, comunque, il supporto psicologico era carente ma desiderato dai partecipanti.

Al di là degli effetti fisici, dunque, la lipodistrofia contribuisce a un’immagine negativa del corpo che influenza la vita quotidiana di chi ha il diabete. Il bisogno di un supporto psicologico che accompagni la gestione medica è evidente, ma saranno necessarie anche ulteriori ricerche per determinare il modo migliore per fornire questo tipo di supporto e per valutare il suo impatto sul benessere e sulla gestione metabolica.

Come si può prevenire la lipodistrofia

Il modo più efficace per evitare l’insorgere di questa complicanza è acquisire una corretta tecnica di somministrazione dell’insulina. Questa infatti richiede un gesto quotidiano e frequente, che proprio per queste sue caratteristiche rischia di essere effettuato con fretta o superficialità, sottovalutandone i possibili effetti negativi.

Riutilizzare lo stesso ago, non cambiare i siti di iniezione, effettuare una iniezione intramuscolare per sbaglio, usare un ago con lunghezza non adeguata, sono tutte cattive pratiche di somministrazione dell’insulina che aumentano il rischio di causare lipodistrofie e rischiano di conseguenza di generare difficoltà nella gestione della glicemia, insieme agli effetti estetici e psicologici che la lipodistrofia può portare con sé.

Per prevenire la formazione di lipodistrofie, l’insulina va sempre iniettata nel tessuto sottocutaneo e mai nel derma o nel muscolo, facendo attenzione a cambiare l’ago ad ogni iniezione.

Alternare i siti di iniezione è una buona norma: ci si può spostare dall’addome alle cosce, dalle braccia alle natiche, sempre facendo attenzione di distanziare di almeno un centimetro le successive punture in ogni sito.

Infine è bene utilizzare un ago corto, da 4mm, come raccomandato da AMD, SID e OSDI ed evitare di fare iniezioni di insulina in aree già lipodistrofiche: qui infatti l’assorbimento del farmaco è imprevedibile e potrebbe causare episodi inaspettati di ipoglicemia o iperglicemia.

Nella gestione quotidiana del diabete, bisognerebbe attribuire maggiore importanza alla somministrazione dell’insulina e alla sua corretta applicazione per garantire uno stato di salute ottimale ed evitare le ripercussioni anche psicologiche che la lipodistrofia può provocare.

 

2018-11-29T15:16:12+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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