#IORESTOACASA: Coronavirus e diabete

Io resto a casa coronavirus

Sono passati solo pochi giorni da quando, un team di ricercatori, guidati dall’immunologa Claudia Balotta, è riuscito ad isolare la versione del Coronavirus che sta preoccupando il nostro Paese. In questo breve periodo, abbiamo potuto assistere alla pronta ed energica azione del Governo per contrastare la rapida diffusione di questo virus. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha ufficialmente dichiarato lo stato di pandemia. L’intento di questo articolo, non è contribuire all’allarmismo, ma quello di informare e sensibilizzare i nostri lettori a prendere coscienza della situazione. In queste righe vi mostreremo come l’Italia si sta muovendo per contrastare il Covid-19 e cercheremo di dare risposta alle domande che, più frequentemente, ci poniamo in questi giorni.

Il Coronavirus in Italia

Mentre, in tutto il mondo si intensifica l’impegno per arrivare alla scoperta di un vaccino, oltre agli Stati Uniti e allo stato di Israele, è proprio l’Italia a porsi in cima, con l’istituto di ricerca in Pomezia (Roma), l’IRBM.

L’aspetto più allarmante di questo virus pare sia la sua facile e rapida diffusione. Infatti, come ampiamente dimostrato dai dati, in Italia, l’aspetto più preoccupante è quello di non avere più posti in terapia intensiva, e che i nostri medici debbano scegliere, tra i vari pazienti, chi potrà usufruire delle macchine e chi no.

Per far fronte a questa problematica, in tempi brevi, la nostra Presidenza del Consiglio dei Ministri ha lanciato un’importante campagna social #IORESTOACASA volta a sensibilizzare i cittadini a fare la propria parte, rimanendo a casa e limitando il contatto con gli altri il più possibile.

Io resto a casa porta

I primi feedback sulle misure adottate, sono positivi e fanno ben sperare. Infatti, per quanto aumenti progressivamente il numero dei presunti contagiati, è sempre più elevato ed in crescita anche il numero dei guariti.

A Codogno, dove è stata registrata la prima persona con il Covid-19 (identificato nel paziente 1), si è arrestato il numero dei contagi, ed il paziente 1 è finalmente uscito dalla terapia intensiva.

In prima linea, il presidente del Consiglio, On.le Conte, ha invitato gli Italiani, a modificare le proprie abitudini, dando prova di sacrificio e dedizione alle nuove regole, che prevedono un’intera Italia zona rossa. A restringere ulteriormente le misure prese dal governo, ci hanno pensato le singole regioni come la Lombardia, che ha un numero di contagi estremamente elevato e gli ospedali quasi al collasso, in particolare quelli di Cremona e Bergamo.

Se dapprima sono state chiuse le scuole, le università, i musei, i cinema ed i teatri. Ad oggi, la maggior parte dei lavoratori è in smart working, i negozi, i bar e i ristoranti sono chiusi, le messe e tutte le funzioni religiose sospese. Rimandati anche tutti gli eventi sportivi. È vietato l’assemblamento di persone in aree comuni e sono stati chiusi tutti i parchi e i centri commerciali). Tutte le uscite devono essere attestate con un’autocertificazione da esibire ai controlli, pena sanzioni come estremamente severe o 3 mesi di carcere, salvo reato più grave. Rimangono aperti solo le farmacie, i supermercati e le banche e funzionanti anche i trasporti e la produzione al fine di non bloccare completamente la nostra economia.

Come affrontare il Coronavirus con il diabete?

Le patologie che riguardano le vie respiratorie, come nel caso del Covid-19, non devono essere sottovalutate dalle persone con diabete, soprattutto se anziane, debilitate e con complicanze pregresse. Proprio per questo motivo, è auspicabile che ogni persona con diabete pianifichi, da subito, cosa fare in caso di contagio.

Un esempio può essere quello di avere già a disposizione i numeri di telefono del proprio medico, fare scorta della quantità necessaria di forniture come dei farmaci e del kit per il monitoraggio della glicemia, in modo tale da non dover uscire di casa, in caso di malattia.

A tal proposito, da poco è stato attivato un servizio di consegna gratuita di spesa e farmaci a domicilio per i più fragili. L’utente deve attivare la richiesta tramite il numero verde 800 06 55 10 (attivo h24, sette giorni su sette).

In caso di contagio, bisogna in primo luogo contattare il proprio medico o diabetologo dopodiché seguire alcune semplici disposizioni:

  • Restare idratato;
  • Monitorare frequentemente la glicemia;
  • Monitorare la temperatura;
  • Se si sta assumendo insulina, monitorare i corpi chetonici (se possibile nel sangue);
  • Seguire le raccomandazioni delle autorità sanitarie e del proprio medico.

Le domande più frequenti ai tempi del Covid-19

Posso uscire di casa?

In linea di massima bisogna stare a casa. Si può uscire solo per andare a fare la spesa, per il lavoro e per motivi di salute (cose strettamente necessarie).

Posso incontrare altre persone?

Solo per motivi di lavoro salute e necessità, bisogna rispettare la distanza di 1 o 2 metri.

Se non sto bene?

Rimani a casa. Bisogna limitare al massimo i contatti, contatta il medico e non andare al pronto soccorso.

Se sono positivo al virus?

È vietato uscire di casa ed il contatto con gli altri, per necessità rivolgiti alle autorità sanitarie.

Posso vedere amici e parenti?

No, è vietato formare gruppi in luoghi chiusi o aperti. Se bisogna farlo per necessità o prestare aiuto, rispettare la distanza di 1 o 2 metri.

Posso uscire col cane?

Sì, vicino alla propria abitazione e per poco tempo, senza creare gruppi di persone.

È possibile andare al cinema, teatro, museo palestra?

No, è tutto chiuso e gli eventi sospesi.

È possibile andare a messa o in chiesa?

No, le funzioni religiose sono sospese. In chiesa si può entrare, ma mantenendo la solita distanza di 1, 2 metri.

Devo andare in ufficio per lavorare?

È fortemente raccomandato il lavoro da casa se possibile.

Scuole e università?

Tutto chiuso. Sono previste lezioni online e a distanza. Fanno eccezione i corsi per i medici specializzandi, di formazione specifica in medicina generale e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie.

Si può andare nei locali?

No, tutto chiuso.

I negozi sono aperti?

No, solo farmacie e supermercati, in cui bisogna mantenere la distanza di sicurezza.

Le norme per evitare il contagio da Covid-19

Semplici e facili passi che dovrebbero essere adottati nella vita quotidiana per evitare di contrarre il Covid-19:

  • Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o usare soluzioni alcoliche, soprattutto prima di mangiare e dopo essere stati a contatto con le altre persone.
  • Non condividere cibo, utensili, bicchieri o asciugamani.
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone contagiate. 
  • Allontanarsi dalle persone che tossiscono o starnutiscono.
  • In caso di malori dell’apparato respiratorio, restare a casa  informando il sistema sanitario del proprio stato.
  • In caso di propri starnuti o colpi di tosse, bisogna coprirsi il  naso e la bocca con un tessuto usa e getta o l’interno del gomito. Gettare il tessuto in un contenitore sicuro.
  • È consigliabile evitare il contatto non protetto con animali selvatici o da allevamento.

Se hai ancora dei dubbi, ti consigliamo di informarti direttamente dal sito ufficiale del Ministero così da basarti su una fonte ufficiale ed evitare informazioni non sempre coerenti.

come lavarsi le mani coronavirus

Cosa fare se si è posti in quarantena nella propria abitazione?

In caso di febbre più alta di 37,5, in caso di tosse o di problemi respiratori, bisogna innanzitutto contattare il proprio medico e poi chiamare il numero verde che valuterà la possibilità di effettuare il tampone per il Covid-19.

Se il tampone risulta positivo, viene prescritto un periodo di quarantena (due settimane) nella propria casa, i pazienti e le famiglie devono applicare, scrupolosamente, misure appropriate per la prevenzione e il controllo della malattia.

In questi casi l’attenzione deve essere focalizzata sulla prevenzione della trasmissione ad altri e sul costante monitoraggio dell’eventuale peggioramento clinico, che potrebbe richiedere il ricovero in ospedale, a cura del personale medico e paramedico preposto.

Le persone interessate devono essere collocate in stanze ben ventilate, gli altri membri della famiglia devono stare in stanze diverse. Se questo non fosse possibile, devono mantenere sempre almeno una distanza di 1 metro dalla persona malata (ad esempio: dormire in letti separati).

Bisogna praticare le norme igieniche con estrema cura, come il lavarsi correttamente le mani con acqua e sapone dopo ogni contatto con la persona contagiata. Per asciugarsi è preferibile utilizzare asciugamani di carta usa e getta. Se non fossero disponibili si possono utilizzare asciugamani puliti che, però, devono essere cambiati ogni volta.

Al fine di contenere le secrezioni nasali, è necessario l’utilizzo di una mascherina medica. Per coloro che non tollerano la mascherina, o che questa non sia disponibile, è necessario coprire il naso e la bocca con tessuti usa e getta quando si tossisce o starnutisce.

Le buone notizie

Per concludere, vogliamo lasciarvi un messaggio positivo. I dati, che sopraggiungono dal Ministero, fanno ben sperare. Infatti, solo alcuni casi sviluppano condizioni critiche, ma questo avviene in una percentuale estremamente ridotta 5%, e solo nel 2% dei casi il virus risulta fatale. Va sottolineato, inoltre, che questo si verifica nelle persone che soffrivano già di altri problemi di salute, come problematiche cardiovascolari, polmonari croniche ed ipertensione.

Il Coronavirus si vince, lo testimoniano le guarigioni che risultano essere ad oggi pari al 98% delle persone contagiate. Di queste persone oltre l’80% manifesta la malattia in una forma lieve (ovvero qualche sintomo simil-influenzale), in questa condizione le persone guariscono a casa propria. 

2020-03-13T18:11:44+01:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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