Ironman Across Diabetes: il diabete non può fermare le grandi vittorie

Ironman Across Diabetes: il diabete non può fermare le grandi vittorie

Ironman Across Diabetes

Non sempre tutto può andare come si spera. Ci si prepara per un anno intero per arrivare a una gara. Ci si prepara un anno per una gara di un giorno. Tutto deve funzionare alla perfezione e il fisico deve arrivare scarico dall’attività fisica e riposato.

Tutto in una notte, la notte dello scorso 24 settembre, dove non ho chiuso occhio, dove ho avuto problemi non legati al diabete, che non mi hanno fatto prendere il via alla mia GARA. Un dispiacere enorme. Ma ho avuto un sacco di persone che mi hanno rincuorato e che mi hanno spronato a voltare pagina.

La cosa di cui però non potrò mai scordarmi sono le emozioni che ti porta una gara lunga come l’IRONMAN.

A ottobre del 2015 ho portato a termine il mio primo IRONMAN full distance di Barcellona.

Un week-end fantastico nella cittadina di Calella. Io e il mio amico di infanzia Cristian. Il tutto è cominciato il 4 ottobre mattina alle 5.30 con la sveglia per la colazione anticipata per via della partenza alle 8.40.

Quell’emozione mista paura, per una gara così dura… Perché non mi sentivo pronto (forse non ci si sente mai pronti per una gara del genere).

L’IRONMAN si divide nel seguente modo: 3,8km di nuoto, 180,2km di bici e 42,2km di corsa.

Alle 8.40 inizia la gara e sono teso…il nuoto mi mette tensione… Entriamo in mare con un serpentone che ci porta a nuotare nell’acqua freschina di Ottobre… Esco dall’acqua in un’ora e 35 minuti. Scende un po’ la tensione anche se la gara è ancora lunga.

Entro in zona cambio e mi cambio da testa a piedi, per ripartire asciutto in bici: una tappa che mi vedrà avere dei problemi con la ruota posteriore. Nelle quasi sette ore di bici mi sono dovuto fermare quattro volte per cercare di capire che problema potesse avere la ruota e i meccanici dell’IRONMAN all’ultimo tentativo hanno capito che la valvola della ruota perdeva, quindi silicone e phon e via! Sono ripartito per gli ultimi 40km.

Durante il percorso in bici, mangi, bevi e pedali e pedali e pedali e pedali… Entri in comunicazione con te stesso, perché in questa gara sei solo tu e il tuo fisico e i tuoi limiti… Pensi a tutto quello che hai passato negli ultimi anni e pensi che non avresti mai pensato di trovarti su sulla linea di partenza di una gara così dura.

Mi ricordo ancora le parole di un medico che disse a mia madre: ”Signora gli faccia fare uno sport tranquillo, ha il diabete e non può fare troppi sforzi”…. Invece eccomi qui!!!

Dopo la tappa in bicicletta, entro di nuovo in zona cambio, mi cambio ancora tutto e adesso mi aspetta la maratona finale… La corsa è dove vado meglio, anche se purtroppo è l’ultimo dei tre sport, quindi non potrò mai dare il massimo.

Già dal 2° km inizio a pensare all’arrivo, ma cerco di togliermi dalla testa questo pensiero perché la gara è ancora lunga. La corsa nell’IRONMAN è bella perché c’è sempre tanta gente a fare il tifo, ti senti sospinto dalla gente che applaude e che a ogni giro fa il tifo per te, ti chiama per nome, ti dà il cinque… Penso, penso e ripenso a quanti sacrifici ho fatto in un anno di preparazione, ai miei genitori che mi hanno aiutato a realizzare questo sogno…. Mi trovo davanti una tifosa con un cartello che mi sprona che dice così: PAIN IS TEMPORARY, IRONMAN IS FOREVER”… Eh già, se finirò questa gara sarò un IRONMAN per sempre.

Sto andando bene viaggio a 5.25/km… Ma i problemi sono dietro l’angolo… Mi accorgo in ritardo che ho tolto la vibrazione e le segnalazioni dal monitor wireless per la glicemia e… Non mi accorgo di un calo repentino.

Mi devo fermare a camminare perché mi sento fiacco. Prendo un integratore, ma ho problemi a buttare giù liquidi… Arrivo piano piano al ristoro e provo a bere un paio di bicchieri di cola che vanno giù a fatica e continuo a camminare… Dopo 5km la glicemia inizia a salire e io riprendo a correre, prima piano piano poi inizio ad aumentare fino ad arrivare all’ultimo giro (10km) a correre a 4.40/km… Arrivo vicino all’ingresso dell’arena di arrivo e incontro Cristian che entra sul percorso e mi abbraccia passandomi la maglia con cui voglio arrivare al traguardo, che riporta la scritta: I HAVE DIABETES BUT I’M AN IRONMAN. Entro nella passerella dell’arrivo gli ultimi 100m… Luci, gente che applaude, lo speaker che legge la mia maglia e dice la frase che aspettavo di sentire da tanto tempo: LUCA YOU ARE AN IRONMAN. Scendono le lacrime e un urlo liberatorio mi vede transitare sotto l’arco del traguardo… Mi mettono la medaglia da finisher al collo e mi danno la maglia da finisher…

SONO UN IRONMAN… dal sangue dolce.

2016-11-15T10:00:15+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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