La magia dei campi scuola per le persone con diabete

Campi scuola per le persone con diabete

Valentina Visconti, Presidente di Diabete Sommerso ONLUS, Associazione che promuove la diffusione dell’attività subacquea in condizioni di sicurezza fra le persone con diabete mellito, ha regalato all’Angolo del Diabetico il racconto dell’esperienza del campus scuola a Favignana, un corso riservato a persone con diabete Tipo 1, finalizzato al conseguimento del brevetto Open Water Diver.

 

C’è chi pensa che i campi scuola siano una specie di ghetto: tutti i poveri diabetici insieme per riflettere sulla malattia e compatirsi… Ma chi pensa questa cosa, c’è mai stato ad un campo scuola?

In un primo momento ci si guarda da lontano, poi ci si avvicina e ci si inizia ad “annusare”: chi è quello? Da dove viene? Ce l’avrà il diabete? Da quanto tempo? Quella là sicuro che si fa almeno 10 glicemie al giorno… Quell’altro invece ha l’aria che il glucometro non sa neanche come è fatto…

Poi ci si guarda intorno: siamo al mare, in un posto meraviglioso; c’è il sole e il cielo terso anche se siamo in ottobre e fa talmente caldo che si può stare in costume da bagno. Meno male, perché siamo a Favignana, in Sicilia, per fare un corso di sub.

Poi qualcuno si misura la glicemia e si inizia a parlare più o meno liberamente: tu hai il micro o fai le penne? Come ti ci trovi? … Io quando sono in ipo mi mangerei il frigo intero; una volta sono riuscito a mangiarmi le lasagne congelate. Ma come, non conosci la regola del 15? Ecco fatto: il diabete al centro delle conversazioni, il ghiaccio inizia a sciogliersi…

Le attività del Campus iniziano presto: un giro di presentazioni e subito al diving per provare le mute e l’attrezzatura. E’ il primo approccio al fantastico mondo sommerso. Quante cose ci vogliono per andare sott’acqua! E’ tutto così pesante e ingombrante! Che fatica indossare una muta! Ma basta alzare lo sguardo per essere sedotti dallo scintillio del mare… Forse vale la pena fare un po’ fatica!

Ed eccoci all’appuntamento con “acque confinate 1”, ovvero il momento in cui per la prima volta si mette la testa sott’acqua con l’erogatore in bocca. Ieri sera ci hanno spiegato che per fare immersioni in sicurezza bisogna seguire un protocollo studiato per evitare l’ipoglicemia durante l’immersione: bisogna cioè farsi almeno 3 glicemie prima di entrare in acqua e tenere i valori di glucosio più alti rispetto al solito*… Facile a dirsi!   La spianata tra gli scogli di Punta Lunga (c.d. Scalini Reef) si trasforma in un qualcosa a metà tra un centro diving, un ambulatorio di diabetologia ed un luonge bar: i consigli del diabetologo si intrecciano con la distribuzione di supplementi di carboidrati sotto forma di Glucosprint Plus, fette biscottate e biscotti a cura della dietista. Finalmente le glicemie sono stabilizzate. Tutti in acqua! Per qualcuno è molto naturale: erogatore in bocca e via, si scende! Per qualcun altro non è così semplice: respirare sott’acqua non è cosa da tutti i giorni. E poi mica è facile muoversi in acqua con tutta l’attrezzatura, bisogna compensare, l’acqua che entra nella maschera da un po’ fastidio…

Nessuno molla, le difficoltà in acqua si superano piano piano, una per volta… Non siamo forse abituati a farlo anche nella vita di tutti i giorni con il diabete?

A cena i toni si fanno più alti e si respira una certa euforia. La stanchezza viene ignorata perché quello che abbiamo da raccontarci sono esperienze nuove ed interessanti. Il diabete non è più il protagonista. Anche l’appetito abbonda e nessuno si nega il dolce dopo l’abbondante piatto di pasta: ce lo siamo meritato e se domani ci si sveglia con le glicemie un po’ alte… Avremo imparato qual è il limite di “premi” in carboidrati che possiamo concederci!!

Nei giorni successivi le lezioni di subacquea continuano ad alternarsi con quelle sulla gestione del diabete. Si imparano le regole e le si sperimentano su se stessi; si fanno esperienze che d’un tratto spalancano mondi interi; si fanno errori e insieme si cerca di capire come evitarli; si condividono successi e difficoltà.

Condividere: forse è questa la parola che meglio descrive il campo scuola. Sott’acqua viviamo delle sensazioni nuove, che un po’ ci esaltano e un po’ ci fanno paura. Anche con il diabete è così, non è sempre facile… “Ognuno col suo viaggio, ognuno diverso. Ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi…”. Ma affrontare i problemi e superare le difficoltà significa crescere, diventare più forti e più fiduciosi in se stessi.

Il senso dei campi scuola è questo: che ognuno intreccia il suo viaggio con quello degli altri e mentre cresce aiuta gli altri a crescere, anche se non se ne accorge.

Le distanze si riducono: non ci sono più i diabetologi da un lato e i pazienti dall’altro. Siamo tutti subacquei. Nascono amicizie e forse anche qualche amore. Tra tutti si crea un legame. E’ difficile dire perché. Io credo che questo legame nasca dalla condivisione delle difficoltà e delle passioni… E che cresca grazie al pezzettino di vita che ognuno regala alla vita degli altri. E’ questa la magia che si crea nei campi scuola!

 

* Il protocollo completo è consultabile sul sito www.diabetesommerso.org

E’ necessario specificare che il mantenere appositamente dei valori glicemici più alti del normale per tutto il tempo in cui si fanno immersioni (ad esempio la settimana del campo scuola), non pregiudica il buon andamento metabolico.

 

2016-10-25T10:00:37+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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