L’accettazione del proprio diabete per tornare a stare bene

L’accettazione del proprio diabete per tornare a stare bene

L’accettazione della malattia per tornare a stare bene

Nelle condizioni croniche come il diabete l’aspetto psicologico ha una grandissima importanza. Accettare la diagnosi non è semplice: si tratta di un processo che richiede degli sforzi e del tempo per elaborare appieno la notizia e che può essere difficile soprattutto perché comporta una riorganizzazione della propria vita. Quest’ultima, però, è proprio ciò che consentirà alla persona di non peggiorare il suo stato di salute e di poter vivere bene come tutti gli altri.

Le fasi di accettazione del diabete

L’immagine del diabete che il paziente costruisce nella propria mente è molto importante e influisce sul processo di accettazione del proprio stato. La reazione alla diagnosi può essere diversa a seconda dell’età, del carattere, del profilo psicologico, dello stile di vita, dei progetti futuri e di tanti altri fattori soggettivi.

Vi sono però delle emozioni e dei comportamenti che accomunano le persone a cui viene diagnosticato il diabete e che portano man mano all’accettazione attiva della condizione:

1) Shock

E’ il momento della diagnosi, quando si ha una sensazione di forte paura, si fa fatica a comprendere cosa stia succedendo e cosa potrà accadere dopo. In questa fase è importante avere un rapporto di fiducia con il proprio medico e chiedere l’aiuto dei familiari per non affrontare tutto da soli.

2) Rifiuto

Dopo lo shock iniziale è possibile provare delle sensazioni di negazione del proprio stato. In questa fase il paziente può comportarsi come se il diabete non esistesse e il rischio più grande è quello che rifiuti la terapia, non aiutando quindi il suo stato di salute.

3) Ribellione

E’ il momento in cui si reagisce al proprio disturbo con rabbia e aggressività. Anche in questo caso il supporto del medico e dei familiari può aiutare a prendere coscienza che esiste una soluzione al problema e che la persona può tornare a vivere bene seguendo le giuste indicazioni.

4) Negoziazione

E’ il primo segnale di apertura e di inclinazione a collaborare. In questa fase la persona con diabete inizia ad applicare alcune indicazioni terapeutiche, tralasciandone ancora altre. È un passo importante di accettazione parziale della propria condizione, ma vi è ancora una tendenza al rifiuto.

5) Depressione

Può esservi una ricaduta, con un momento di forte tristezza in cui l’unico appoggio può venire dal medico e dalle persone care, ma anche dalla condivisione del proprio problema con altre persone che lo hanno superato e oggi convivono serenamente con il diabete.

6) Accettazione attiva

La persona con diabete ha vinto. È il momento in cui ritrova finalmente l’equilibrio e riesce a non percepire più il proprio disturbo come un ostacolo insormontabile, ma come parte della sua persona e della sua quotidianità che ormai sa gestire con preparazione e serenità.

Informarsi e parlarne è un atteggiamento che può aiutare fin dall’inizio a comprendere meglio la propria situazione: è bene parlare con i diversi specialisti senza avere timore e fare loro tutte le domande necessarie affinché si possa conoscere a fondo il diabete, con i suoi sintomi, le sue complicanze e la sua corretta gestione quotidiana attraverso la terapia, l’alimentazione e lo sport.

Più chi ha il diabete sa del proprio stato, più è coinvolto in modo attivo e più potrà reagire superando i momenti di sconforto con le piccole grandi conquiste di ogni giorno. Collaborare con i medici, inoltre, consentirà loro di elaborare un piano di trattamento che garantisca al paziente l’adozione graduale del nuovo stile di vita adeguandola alle proprie esigenze.

Per prendere qualche spunto, qui puoi leggere le storie di chi non si è fatto fermare dal diabete e ha saputo trasformare le difficoltà della diagnosi in imprese anche straordinarie.

2017-01-25T10:00:20+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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