L’Associazione: condivisione di esperienze e informazioni e portavoce di bisogni delle persone con diabete

L’Associazione: condivisione di esperienze e informazioni e portavoce di bisogni delle persone con diabete

L'Associazione: portavoce di bisogni delle persone con diabete

L’associazionismo volontario non profit nel campo del diabete in Italia in passato ha contribuito a raggiungere traguardi molto importanti, come ad esempio l’approvazione della legge 115/87 “Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito”, che definisce il diabete una patologia “di alto interesse sociale” e stabilisce alcuni obiettivi fondamentali da realizzare, e la Dichiarazione di Saint Vincent, un documento storico, firmato nell’ottobre 1989 a Saint Vincent, il principale riferimento internazionale per la lotta a questa malattia.

Il ruolo di collegamento esercitato dalle associazioni tra il sistema sanitario, le persone con diabete, i familiari e il resto della società, è una risorsa molto preziosa.

Come si deve muovere l’Associazione

Secondo il Manifesto dei diritti e dei doveri della persona con diabete, occorre:

1. Considerare l’associazionismo una risorsa e una componente importante nelle strategie di tutela della persona con diabete facilitando, di conseguenza, la collaborazione tra le associazioni, le organizzazioni di cittadinanza, le istituzioni e la comunità scientifica;

2. Prevedere la formazione certificata e l’accreditamento specifico delle associazioni di volontariato delle persone con diabete e loro familiari e delle associazioni civiche in linea con le politiche nazionali sulla salute;

3. Considerare l’associazionismo e le organizzazioni civiche, attraverso persone formate allo scopo, di diversa provenienza etnica e culturale, quale parte attiva nei percorsi di informazione e formazione su diritti e tutela sociale delle persone con diabete;

4. Avvalersi della collaborazione delle associazioni di volontariato delle persone con diabete e loro familiari e delle organizzazioni civiche nelle attività di prevenzione del diabete;

5. Sostenere l’azione di volontariato con strumenti legislativi e regolatori;

6. Definire un codice etico di autoregolamentazione e caratteristiche comuni che costituiscano un modello di riferimento per le associazioni;

7. Valorizzare nei rapporti tra operatore sanitario e persona con diabete e suoi familiari l’attività delle associazioni, consigliando di partecipare alla vita associativa;

8. Rendere l’associazionismo garante del rispetto di un modello di cura che ponga la persona con diabete, con i suoi desideri, bisogni, valori e la sua situazione familiare e sociale (oltre che per le sue necessità cliniche), al centro delle scelte mediche in modo da superare eventuali barriere ad un’assistenza corretta, efficace e condivisa.

Un apparato, quindi, in grado di ottenere traguardi importanti nel miglioramento delle condizioni del paziente con il diabete, anche a livello amministrativo.

Notevoli i benefici che il paziente trae dall’associazionismo: la condivisione di esperienze, il conforto tra persone accomunate dai medesimi bisogni e obiettivi, la comprensione e la lotta comune in vista di un traguardo che non è più solo personale, il non sentirsi più soli ma parte integrante di una solida comunità.

2016-08-12T00:45:59+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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