Lipodistrofia nei pazienti con diabete: cicatrici, come salvare l’estetica e la qualità della vita

Lipodistrofia nei pazienti con diabete: cicatrici, come salvare l’estetica e la qualità della vita

Lipodistrofia nei diabetici cicatrici: il rimedio efficace

Per le migliaia di persone che soffrono di Diabete di tipo 1, l’unica soluzione è la terapia insulinica che va protratta per tutta la vita del paziente.

A questo servono i microinfusori che infondono in maniera continua insulina nel sangue del soggetto diabetico. Una soluzione, certo, molto comoda e pratica e che permette la conduzione di una vita normale, un grande traguardo per chi si trova, suo malgrado, a soffrire di una patologia cronica.
Tuttavia, i microinfusori possono condurre a problemi dermatologici da non trascurare, come le cicatrici bianche che restano sulla cute dell’addome dopo la rimozione della cannula. Al di là del fattore estetico, queste ‘anomalie’ – chiamiamole così – favoriscono un riarrangiamento del tessuto sottocutaneo con conseguente malassorbimento.

Il Dott. Andrea Scaramuzza dell’Ospedale Sacco di Milano, in collaborazione con il Dipartimento Pediatrico dell’Ospedale Buzzi di Milano diretto dal Prof. Gian Vincenzo Zuccotti, ha condotto uno studio volto a verificare l’efficacia della crema 3C- Elastargene sulla scomparsa di queste cicatrici e l’assorbimento di insulina a livello sottocutaneo.

3C-Elastargene – composta da elastina, arnica, collagene, caffeina e L-Carnitina – è una crema appositamente studiata per migliorare la lipodistrofia nei diabetici.

Nello studio, di cui il Dott. Scaramuzza ci parla sul numero del 27 ottobre de Il Sole 24 Ore Sanità, sono stati valutati 35 pazienti – bambini – suddivisi in due gruppi:

1) 18 hanno usato 3C-Elastargene una volta al giorno

2) 17 hanno assunto placebo una volta al giorno

Dopo aver esaminato, prima della sperimentazione e dopo 6 mesi, i livelli di emoglobina glicata – indice del compenso glicemico – e il fabbisogno insulinico, lo studio ha rilevato:

– la scomparsa completa delle cicatrici in 8 pazienti e il loro miglioramento in 10, nonché un significativo miglioramento dell’emoglobina glicata (probabillmente a causa di un riassestamento dell’assorbimento sottocutaneo) nel gruppo trattato;
– nessun miglioramento nel gruppo placebo.

Sono dati importanti, soprattutto nel risultato riguardante il migliorato assorbimento sottocutaneo, perché – come sottolinea il Dott. Scaramuzza stesso – “poter ridurre questo valore significa ridurre la possibilità di comparsa delle complicanze a lungo termine e pertanto rappresenta una buona notizia per tutti i pazienti con diabete”.

2016-06-24T09:10:53+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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