Nuovi studi aprono la strada all’insulina per via orale

Nuovi studi aprono la strada all’insulina per via orale

studio insulina via orale

Negli ultimi decenni, l’incidenza del diabete mellito è cresciuta in modo così costante, tanto che questa condizione viene definita ormai come “l’epidemia del secolo”.

Le attuali terapie per la gestione di questo stato includono la terapia insulinica da sola (per il diabete di tipo 1) o in combinazione con altri farmaci come la metformina (per il diabete di tipo 2) 1.

Le persone sottoposte a terapia insulinica spesso necessitano una somministrazione di insulina almeno due volte al giorno o, se ad azione prolungata, una volta al giorno.

L’insulina viene somministrata come iniezione ed al momento non è disponibile in clinica come pillola orale.

Tuttavia, nonostante la sua efficacia nella gestione dell’iperglicemia e, di conseguenza, nella prevenzione di complicanze come neuropatia, nefropatia e retinopatia, l’insulina iniettabile non è ben accetta tra le persone con diabete poiché la sua iniezione causa dolore ed interferisce con le attività quotidiane, dal momento che viene praticata con riluttanza in pubblico, spesso con conseguenti omissioni intenzionali.

Questo fatto determina livelli più elevati di emoglobina glicata e ricoveri più frequenti in ospedale a causa di complicanze associate al diabete. 1

Data la rapida crescita e la diffusione del diabete, è prioritario sviluppare una terapia insulinica che non comporti le conseguenze descritte sopra.

La A1C o emoglobina glicata o HbA1C

lipodistrofia e diabete

La misurazione dei valori di A1C (nota anche come emoglobina glicata o HbA1C) consente di monitorare la gestione del diabete, dal momento che rispecchia i livelli glicemici medi dei tre mesi antecedenti il prelievo 1.

Nel tempo il glucosio si lega per un processo naturale all’emoglobina contenuta nei globuli rossi, per cui queste cellule sono dette “glicate”. Più glucosio c’è nel sangue, più si formano cellule A1C glicate.

La ricerca della Harvard University di Jhon A. Paulson School of engineering and applied sciences (SEAS)

I tipi di diabete mellito più diffusi sono due, il tipo 1 e 2. Oltre 40 milioni di persone con il mellito di tipo 1 hanno come unica scelta quella di assumere ogni giorno l’insulina, per loro indispensabile, mediante punture d’ago che possono rivelarsi anche dolorose 2.

La ricerca scientifica si sta occupando di questo aspetto nella gestione quotidiana del diabete, con lo scopo di sviluppare un nuovo metodo di somministrazione orale.

I ricercatori della Harvard John A. Paulson School of Engineering e Applied Sciences (SEAS) hanno messo a punto un nuovo metodo per somministrare l’insulina per via orale che potrebbe trasformare radicalmente il modo di mantenere sotto controllo i livelli dello zucchero nel sangue 2.

Questo metodo innovativo, non solo potrebbe migliorare la qualità della vita di ogni persona con diabete di tipo 1, ma potrebbe anche avere come obiettivo il limitare le pericolose conseguenze del diabete e superare il rifiuto delle necessarie iniezioni da parte delle persone 3.

La ricerca che introduce questo metodo è stata pubblicata negli “Atti della National Academy of Sciences”. 3

La terapia insulinica, mediante un’iniezione sottocutanea o una pompa per insulina, tiene di solito sotto controllo i livelli di glucosio della maggior parte delle persone con diabete 2.

Il problema che si viene a porre, a detta del professor Samir Mitragotri, professore di bioingegneria presso “Hiller e Hansjorg Wyss”, è che “…molte persone non aderiscono a questo regime a causa del dolore, della fobia degli aghi e dell’interferenza con le normali attività”, e che “… gli esiti del conseguente scarso controllo glicemico possono portare a seri problemi di salute2.

La difficoltà di somministrare insulina per via orale è dovuta al fatto che questo ormone è di natura proteica, ma quando la proteina incontra l’ambiente acido dello stomaco può essere danneggiata, oltre che venire in un secondo momento scarsamente assorbita dall’intestino 2.

La chiave del nuovo approccio è di veicolare l’insulina attraverso un liquido costituito da una combinazioni di ioni; questo (detto liquido ionico) riesce a mantenersi allo stato liquido a temperatura ambiente, quindi viene inserito in una capsula con rivestimento in grado di resistere agli acidi dello stomaco 3.

Questa formulazione, stando alla ricerca della SEAS, è biocompatibile, facile da produrre e può essere conservata fino a due mesi a temperatura ambiente senza degradazione, che è un tempo più lungo di quello di alcuni prodotti iniettabili di insulina attualmente sul mercato. 3

“Una volta ingerita, l’insulina deve percorrere un impegnativo percorso ad ostacoli prima che possa essere efficacemente assorbita nel flusso sanguigno”, afferma il professor Mitragotri, membro del Core Faculty presso il W.Y.B.I.E. di Harvard. 2

Lo stesso ricercatore offre una suggestiva immagine del proprio progetto affermando: “Il nostro approccio è come un coltellino svizzero, per cui una pillola ha tutti gli strumenti per affrontare ciascuno degli ostacoli che può incontrare”.

Infatti, la formulazione liquida insulino-ionica viene incapsulata all’interno di un rivestimento gastro-resistente. 2

I farmaci con tale rivestimento riescono a trattenere il proprio principio attivo fino al momento del rilascio, cioè fino all’intestino tenue, resistendo agli acidi gastrici.

La ricerca della SEAS riesce a superare i vari tentativi di altri ricercatori, i quali in passato avevano provato in altri modi a superare le barriere dell’apparato digerente, come per esempio rivestendo una compressa con polimeri protettivi, o introducendo additivi per impedire la rottura da parte di enzimi, o migliorandone l’assorbimento.

Tuttavia, nessuna insulina per via orale è attualmente disponibile nella pratica clinica.

“Sviluppare modi per somministrare per via orale farmaci proteici o peptidici come l’insulina, al posto della classica iniezione, è stato finora come il Santo Graal”, ha dichiarato Mark Prausnitz, professore di Regents e J. Erskine Love, Jr. Chair in Ingegneria chimica e biomolecolare al Georgia Institute of Technology. Prausnitz, che non è stato coinvolto nella ricerca, ha aggiunto: “Questo studio mostra risultati notevoli, in cui l’insulina somministrata per via orale in combinazione con un liquido ionico funziona come un’iniezione convenzionale. Le implicazioni di questo lavoro in ambito medico potrebbero essere enormi, se i risultati possono essere tradotti in pillole che somministrano in modo sicuro ed efficace l’insulina e altri farmaci peptidici agli esseri umani”. 2

L’insulina ingerita per via orale simulerebbe più da vicino il modo in cui il pancreas di un individuo sano produce e trasporta l’insulina nel fegato, dove viene estratta fino all’80% e il resto viene fatto circolare attraverso il flusso sanguigno. Potrebbe anche mitigare gli effetti avversi correlati ad iniezioni protratte per un lungo periodo di tempo. 2

Se in futuro la ricerca progredirà come sperato, lo stesso approccio potrebbe essere sfruttato per la somministrazione orale di altri farmaci proteici.

In conclusione, possiamo ben dire che la ricerca scientifica offre delle speranze per il miglioramento della qualità della vita per le persone con il diabete mellito di tipo 1.

2019-03-19T11:19:25+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
Hai trovato questa pagina interessante? Condividila ad un tuo amico a cui può tornare utile: