Questione di stile: se il diabete arriva in passerella

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Altro che abiti e scarpe griffati: a rubare la scena di una delle passerelle più seguite, per una volta, è stato uno dispositivo per il controllo del diabete!

Lo scorso settembre hanno fatto il giro del mondo le immagini della modella Lila Moss che, durante la sfilata di Fendi e Versace, ha chiuso la Milano Fashion Week 2021 indossando giacca, costume e patch pump, ovvero un microinfusore di insulina per il diabete di tipo 1, ben visibile su una gamba.

Quella di Lila Moss, figlia della top model Kate Moss e del direttore creativo Jefferson Hack, è stata una scelta inconsueta che non è certo passata inosservata agli obiettivi dei fotografi e agli occhi della stampa, la quale ha dato molto risalto a questa “prima volta” del diabete in passerella.

Qualche anno fa un’altra malattia cronica – il morbo di Crohn – era stata sdoganata con una sfilata in bikini. La scelta di Lila Moss di mostrarsi a favor di fotocamera con un dispositivo per la gestione del diabete è ancora più dirompente, perché ha portato il tema della salute e del rapporto con essa in uno degli appuntamenti principali della moda a livello globale.

Un nuovo modo di concepire la salute

La sfilata con il dispositivo per il diabete è stata letta dai media come un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani, che a volte vivono il diabete come un ostacolo alla realizzazione dei propri sogni. In questo senso, la giovane star della moda ha reso normale una condizione cronica dando vita a un nuovo modello che mostra come, con le giuste accortezze, si possa fare qualsiasi cosa… persino essere una celebrità!

Non stupisce che questo messaggio arrivi proprio dal mondo della moda che, nel corso della sua storia, è sempre stato capace di intercettare, recepire e talvolta anticipare i cambiamenti della società, interpretando le trasformazioni in corso, facendosi portavoce di aspirazioni e disagi con linguaggi a volte eccessivi, a volte provocatori, ma capaci di creare dibattito e far riflettere.

In questo caso la sfilata della giovane Moss, oltre a portare il tema specifico del diabete in un contesto glamour, riflette il cambiamento nel concepire la salute che si sta rilevando all’interno della società.

Un recente rapporto di Euromonitor International, “Health By Generation. Understanding Healthy Lifestyles and Behaviours” fotografa il modo in cui le diverse generazioni vivono ed interpretano il concetto di salute – dalle abitudini alimentari allo stato di salute, dallo spazio dedicato all’esercizio fisico al consumo di vitamine e integratori.

Ne emerge che, in generale, le persone al giorno d’oggi guardano alla salute con un approccio olistico e sono focalizzate non solo sullo “stare bene”, ma anche sul “sentirsi bene”. Questa idea supera i confini della medicina come cura ed implica la possibilità di realizzare il proprio progetto di vita facendo di un’eventuale malattia cronica una parte della propria quotidianità, che va affrontata con le dovute accortezze ma non deve trasformarsi in un ostacolo al proprio lavoro, qualunque esso sia.

I media e la salute

Diceva Joseph Pulitzer che “i giornali plasmano il pensiero dei cittadini”: tuttavia, se non si parla di un determinato tema, è ben difficile che ciò possa accadere.

Fatta eccezione per la lunga parentesi del Covid-19, i temi legati alla salute restano solitamente appannaggio delle riviste specializzate e raramente trovano spazio sui media generalisti, che tendono a dedicarsi a questioni di salute soprattutto in occasione di eventi eccezionali, come un nuovo farmaco o la realizzazione di un intervento particolarmente complesso. In genere, viene data poca visibilità ad argomenti quali il diabete e altre malattie croniche, nonostante queste interessino un’ampia parte della popolazione. Men che meno, se ne parla sulle riviste di moda!

La scelta di Lila Moss ha quindi avuto l’effetto di “sfondare” questo muro, portando tutti i media a prendere spunto da questa sfilata per approfondire i temi legati al diabete ed alla sua gestione nella quotidianità.

Immagini e servizi giornalistici sono stati ripresi, ovviamente, anche sui social, arrivando al pubblico più giovane, meno incline alla lettura dei giornali o alla visione dei telegiornali. Ragazzi e ragazze con diabete hanno potuto così identificarsi con un nuovo modello, ricevendone il messaggio positivo sulla possibilità di realizzare le proprie aspirazioni. Con queste premesse, anche chi non ha diretto contatto con il diabete ha potuto saperne di più – condizione necessaria per creare empatia.

Il ruolo della ricerca nella gestione del diabete

C’è poi un ultimo aspetto da non sottovalutare nella vicenda di Lila Moss. Alla modella 19enne si può riconoscere il merito, infatti, di aver acceso i riflettori sui progressi della ricerca scientifica, grazie alla quale è possibile migliorare la convivenza con il diabete e, di conseguenza, accrescere la qualità della propria vita. Il dispositivo indossato dalla modella, utile per la gestione dell’insulina nelle persone con diabete di tipo 1, è proprio una delle soluzioni sviluppate con questo obiettivo.

Negli ultimi decenni, il lavoro dei ricercatori ha fornito strumenti sempre più sofisticati ed efficaci, fondamentali nell’affrontare la convivenza quotidiana con il diabete: grazie alla ricerca, è ormai possibile affrontare al meglio tutti gli aspetti legati a questa malattia cronica, dal controllo della glicemia all’aderenza al piano terapeutico, dalla prevenzione alla cura delle complicanze.

Un aspetto, questo, che era forse poco noto ai “non addetti ai lavori”, ma che ora, anche grazie alla sfilata di Lila Moss, è stato portato all’attenzione del grande pubblico, con potenziali effetti benefici per l’interesse verso la ricerca.

2022-02-02T11:00:27+01:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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