Occhio secco: l’importanza dello screening oculistico

Occhio secco: l’importanza dello screening oculistico

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La sindrome dell’Occhio Secco è una patologia che colpisce principalmente le persone in età avanzata ed, in particolare, quelle con diabete mellito di tipo 21

La sindrome dell’ Occhio secco è stata riconosciuta ufficialmente come patologia da disfunzione dell’unità lacrimale solo nel 2007 dall’ I.D.E.W. International Dry Eye Workshop.2

La ricerca scientifica sta muovendo, quindi, i primi passi in questo campo e vi è ancora molto da scoprire sulle cause che determinano tale patologia, sui suoi sintomi e soprattutto sulle sue complicanze. 

Progressivamente, però, si sta facendo strada la consapevolezza di quanto sia fondamentale diagnosticare questa malattia sin dal suo esordio e trovare un modo per prevenirla.

I costi sociali sono rilevanti ma la ricaduta di tale patologia sulla qualità della vita è tale da portare persino alla perdita della vista, diventando così una vera disabilità.

I sintomi dell’occhio secco

La predisposizione ad uno screening periodico degli occhi per le persone con diabete dovrebbe, quindi, entrare a far parte della normale routine dei propri controlli generali. 

E’ opportuno, tuttavia, fare particolare attenzione ai sintomi che iniziano a manifestarsi con il sopraggiungere di questa problematica e che dovrebbero indurre ad una visita oculistica urgente. Tra questi spicca la lacrimazione.

In tal caso, ci si può chiedere perché i propri occhi siano “asciutti” nonostante si producano molte lacrime. 

Questo avviene perché il malsano film lacrimale e l’irritazione che ne deriva stimolano il cervello a produrre un’onda o un riflesso di lacrime che contrastino l’irritazione. Per questo motivo, la sindrome dell’occhio secco potrebbe essere più propriamente definita “disfunzione del film lacrimale”. 

Altri sintomi della sindrome dell’occhio secco o disfunzione del film lacrimale includono:

  • Affaticamento;
  • Aumento del battito o sensazione di appesantimento delle ciglia (di solito peggio al risveglio);
  • Dolore agli occhi e/o mal di testa;
  • Lampeggiamento frequente;
  • Pizzicore;
  • Rossore;
  • Sensazione ardente, pungente, sabbiosa, di graffio, lacerazione o corpo estraneo;
  • Sensibilità alla luce;
  • Visione fluttuante o sfocata (peggiorata dalla lettura, dal computer, dalla televisione, dalla guida o dalla riproduzione di videogiochi). 3

Se si riscontrano questi sintomi, un oculista può aiutare a capirne la causa e l’ eventuale trattamento.

Un oculista è un medico specializzato in disturbi e malattie dell’occhio che farà un esame completo degli occhi e chiederà di parlargli in maniera approfondita dei sintomi che si accusano.

Prima della tua visita oculistica

Il diabetologo: quando e perché interpellarlo

La prima scelta sta nel rivolgersi al proprio medico di base che potrebbe essere già in grado di trattare questa problematica, a seconda dei sintomi. 

In molti casi, tuttavia, rivolgersi ad un oculista è la migliore opzione, in quanto gli specialisti dispongono delle attrezzature giuste e possono fornire alcuni test per fare una diagnosi rapida.

Buona regola è quella di annotare i sintomi un paio di giorni prima dell’appuntamento. 

Questo faciliterà nella rappresentazione e descrizione esatta dei sintomi che si accusano. 

Altra buona norma è quella di annotare tutte le domande che sorgono spontanee come ad esempio:

  • Cosa sta causando il mio occhio secco?
  • È trattabile? Di che tipo di trattamento c’è bisogno?
  • Il trattamento può avere effetti collaterali?
  • I cambiamenti nello stile di vita possono aiutare?
  • Qual è il posto migliore per cercare ulteriori informazioni sull’occhio secco?
  • Quale sarà utilizzato per diagnosticare?
  • Saranno necessarie visite periodiche di controllo?

I TEST CHE COSTITUISCONO LO SCREENING DELL’OCCHIO SECCO

Dopo un esame fisico, il medico può prescrivere alcuni test specialistici che aiutino a capire la causa dell’occhio secco e che sono in grado di misurare:

  • Il volume delle lacrime;
  • La loro qualità;
  • Quanto velocemente si producono;
  • Quanto tempo impiegano ad asciugarsi.

Il test di Schirmer: il medico può prescrivere un anestetico per intorpidire l’area intorno all’occhio. Lo stesso metterà sottili strisce di carta negli angoli degli occhi e li farà chiudere. La carta assorbe l’umidità che fuoriesce e la misura. Se la carta impiega troppo tempo per bagnarsi, vi sono problemi nella lacrimazione.

Colorazione epiteliale con speciali colliri con colorante. La tintura nelle gocce aiuta il medico a vedere quanto velocemente si asciugano le lacrime. Il colorante si attacca a qualsiasi cellula danneggiata sulla superficie dell’occhio stesso e mostra se vi sono danni sulla superficie dell’ occhio. Il colore della tintura nell’occhio è temporaneo e scompare.

Valutazione delle ghiandole di Meibomio: le  palpebre hanno minuscole ghiandole di olio chiamate ghiandole di Meibomio che allineano i bordi delle palpebre quando gli occhi si chiudono. L’olio che producono aiuta a evitare che le lacrime si secchino. In questo test, l’oculista premerà gli occhi per vedere se esce l’olio e capire se questa è la causa dell’occhio secco.4

Il medico può anche prelevare un campione lacrimale da osservare al microscopio in laboratorio, in maniera tale da  verificare se un componente delle lacrime è mancante o basso.

2019-08-01T11:59:55+00:00 Redazione angolodeldiabetico.it
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